Home C'era una volta Luis Mariano, il tenore leggero scoperto da un viticoltore

Luis Mariano, il tenore leggero scoperto da un viticoltore

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Registrato all’anagrafe con il nome di Mariano Eusebio Gonzáles y Garcia, Luis Mariano nasce il 13 agosto 1914 a Irun, nel cuore di quei paesi baschi considerati spagnoli o francesi solo perché qualcuno un giorno ha tracciato un confine sulle loro terre. Personaggio di stampo hollywoodiano e oggetto di una popolarità che in qualche caso sfiora il fanatismo Luis Mariano con la sua voce da “tenorino leggero” viene anche adottato dal cinema che gli affida il ruolo del protagonista canterino in una lunga serie di pellicole spesso ispirate alle sue operette di maggior successo. Tra i simboli del dopoguerra francese ha saputo conservare il suo fascino anche quando l’operetta francese ha perso lo smalto dei giorni migliori.

I primi passi a Parigi

Trasferitosi a Bordeax con la famiglia per sfuggire alla Guerra Civile spagnola viene assunto come stagionale per la raccolta dell’uva. Proprio tra i filari delle vigne il suo canto attira l’attenzione di un viticoltore appassionato di lirica che gli fa notare come l’impasto della sua voce e le tonalità naturali siano quelle da tenore leggero. «Quando si è ricevuto un dono così è un peccato non coltivarlo». Mariano Eusebio capisce che la musica sarà probabilmente più di una semplice passione quando alla fine degli anni Trenta supera l’esame d’ammissione al Conservatorio di Bordeaux. Un personaggio chiave nella sua vita è Jeanne Lagiscarde, la proprietaria di un negozio di dischi di Bordeaux. Quando Mariano Eusebio entra nel suo negozio per comprare un disco di Beniamino Gigli la donna cade ai suoi piedi e decide di aiutarlo nella carriera. È lei che, nel 1942, lo porta a Parigi dove fa il suo debutto al Palais de Chaillot vestendo i panni di Ernesto nel “Don Pasquale” di Donizetti accanto a Vina Bovy e Gilbert Maurin, due “mostri sacri” della lirica di quei tempi. È la prima esperienza nell’opera lirica di Luis Mariano. Lui non lo sa ma sarà anche l’ultima.

Un lungo e ininterrotto successo

A Parigi non sta con le mani in mano. Si esibisce in qualche locale e trova modo di farsi conoscere cantando arie d’opera in alcuni varietà radiofonici. Nei primi mesi del 1945, mentre Luis Mariano canta in una rivista all’ABC, Lopez e Vincy finiscono di scrivere testi e partitura di un’operetta costruita proprio sulle sue possibilità vocali e sceniche. Si intitola “La belle de Cadix” e viene messa in scena per la prima volta il 19 settembre 1945 sul palcoscenico del teatro del Casino-Montparnasse. Il successo è imprevisto e straordinario. Le repliche dell’operetta, inizialmente programmate per un paio di settimane, vengono prolungate per ben due anni! Dopo il successo de “La belle de Cadix” la popolarità di Luis Mariano cresce progressivamente fino a toccare vertici inusuali per l’epoca. Dotato di un talento scenico unico quando l’epoca d’oro dell’operetta volge al tramonto lascia la Francia e se ne va in giro per il mondo conquistando il pubblico delle due Americhe. Negli anni Sessanta, inaspettatamente, la televisione dà nuovo smalto alle sue operette e lo riporta al successo nonostante l’affermarsi di nuove mode e di nuovi stili. Nel mese di dicembre del 1969 annuncia la messa in scena al Théâtre du Châtelet de “La caravelle d’or”, un’operetta composta dal suo amico Francis Lopez, in una nuova straordinaria produzione in ben trentotto quadri. Il destino ha però deciso diversamente. Già ammalato viene colpito da un malore sulla scena e muore a Parigi il 14 luglio 1970 dopo qualche settimana di inutili cure.

 

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Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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