Home C'era una volta Il funk dei Wild Cherry

Il funk dei Wild Cherry

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Il 18 settembre 1976 al vertice della classifica dei singoli più venduti negli Stati Uniti svetta il brano Play that funky music. Ne sono interpreti i Wild Cherry, una band formata a Steubenville, nell’Ohio, nella prima metà degli anni Settanta dal cantante e chitarrista Bob Parissi, dal chitarrista Bryan Bassett, dal bassista Allen Wentz, dal batterista Ron Beitie e dal tastierista Marc Avsec.

Una lunga gavetta

Dietro alle spalle hanno una lunga gavetta in locali da ballo cercando di imporre il loro funk, pulito e preciso come un metronomo senza perdere in allegria. Il successo di “Play that funky music” accompagna quello del loro primo album, pubblicato con il solo nome della band in copertina. La critica, pur apprezzando il loro buon taglio stilistico, dà l’impressione di non credere molto nel futuro di un gruppo che tende un po’ a confondersi nel panorama generale della dance. Questa sorta di sospensione del giudizio non piace ai componenti dei Wild Cherry che rivendicano nervosi di non essere un’invenzione del momento ma un gruppo dalla solida storia. Eppure la critica non ha torto perché le successive evoluzioni finiranno per evidenziare un ripetitività senza costrutto e, purtroppo per la band, anche senza grandi risultati.

Il gruppo si perde per strada

Play that funky music invece di essere il primo passo della definitiva affermazioni di una funky band dalle grandi possibilità, finisce per essere l’isolato exploit di un gruppo che si perde per strada. Pur pubblicando ancora gli album Electric funk e I love my music i Wild Cherry non trovano più la fortunata ed esplosiva mescola del debutto discografico. La loro storia si concluderà nel mese di febbraio del 1979 con una separazione consensuale. Il loro nome finirà ingiustamente per confondersi tra quelli dei protagonisti di una sola breve stagione di successo, accanto a band inventate in studio e a gruppi modesti. Dopo lo scioglimento Mark Avsec inizierà a occuparsi di produzione e Bob Parissi lavorerà come disc jockey.

 

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Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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