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Smog, è allarme globale. A Pechino aria irrespirabile

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Smog, Pechino resta la città più inquinata

Per lo Smog è allarme globale. E’ l’ultimo rapporto aggiornato al 2016 della World Meteorological Organization (Wmo) a lanciare un preoccupante campanello d’allarme, mentre la situazione di alto inquinamento non si è stabilizzata neppure nelle città dove si prevedevano delle efficaci misure anti-smog.

Smog, Pechino resta la città più inquinata al mondo

Qualcosa, per esempio, non ha funzionato a Pechino che resta tra le città più inquinate della Cina. A settembre, nonostante le azioni di contrasto all’inquinamento messe in campo dalle autorità locali, la qualità dell’aria non è migliorata rispetto a un anno fa. A sottolinearlo l’ultimo monitoraggio rilanciato da South China Morning Post.

Delle 47 città monitorate dal ministero, Pechino, Tientsin e Zhengzhou nella provincia di Henan, Taiyua nella provincia dello Shanxi e sei località nella provincia di Hebei risultano essere le più inquinate durante il mese scorso. Tutte quante fanno parte delle 28 città per le quali, nell’agosto scorso, il ministero ha previsto una grande campagna per contrastare l’inquinamento invernale.

Stando ai dati, a settembre Pechino ha fatto registrare un livello di polveri sottili (Pm2.5) pari a 52 microgrammi per metro cubico. La media dei primi nove mesi del 2017 è di 64 microgrammi, e la città si è impegnata a chiudere il 2017 sotto la soglia dei 60 microgrammi. I sistemi di riscaldamento che saranno accesi tra qualche settimana, alimentati a carbone, potrebbero complicare ulteriormente il raggiungimento dell’obiettivo.

Smog, è allarme globale: mai tanta concentrazione di CO2 nell’atmosfera

Ma è record negativo nella concentrazione di Co2 nell’atmosfera terrestre a livello globale. L’allarme arriva dall’ultimo rapporto aggiornato al 2016 della World Meteorological Organization (Wmo). L’incremento risulta del 50% rispetto alla media dei 10 anni precedenti, fino a un livello ritenuto inedito da 800.000 anni. Il dato sarebbe legato a una combinazione di fattori, dalle attività umane al fenomeno climatico del Nino, e rischia di rendere gli obiettivi sul contenimento delle temperature globali irraggiungibile. L’impennata fra una rilevazione e l’altra é la più elevata da 30 anni a questa parte, sottolineano con preoccupazione i ricercatori.

La misurazione, realizzata sulla base di dati presi da 51 diversi Paesi, indica che le concentrazioni di CO2 sono salite – solo fra il 2015 e il 2016 – da 400 a 403,3 parti per milione.

Smog, il maggiore incremento mai registrato in 30 anni

“E’ il maggiore incremento che abbiamo osservato nei 30 anni dalla nostra attività”, ha confermato alla stessa Bbc Oksana Tarasova, responsabile del programma globale di controllo dell’atmosfera terrestre in seno al Wmo, agenzia con sede a Ginevra. “Il precedente aumento massimo registrato prima di El Niño – ha precisato – risale al 1997-1998 e fu di 2,7 parti per milione contro i 3,3” del differenziale fra 2015 e 2016. Senza dimenticare – ha ribadito Tarasova – che si tratta anche di un balzo “del 50% sulla media dell’ultimo decennio”.

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