Home C'era una volta Tequila!

Tequila!

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Il 26 dicembre 1957 quasi per caso viene registrato Tequila, un brano destinato a durare nel tempo con grandissimo successo. Tutto inizia con nella mattinata di quel giorno.

Hai un brano per il retro del disco?

Dave Burgess, un chitarrista ritmico alle dipendenze della Challenge Records di Los Angeles entra in sala di incisione per registrare un brano strumentale Train to november. Burgess ha convinto la sua casa discografica a pubblicarlo perché è convinto che sia destinato al successo. Nella seduta è accompagnato dagli strumentisti della band che accompagna il cantante Jerry Wallace. Al termine della registrazione ha la necessità di scegliere un brano da pubblicare sul retro del disco. Chiede allora aiuto a un suo amico, il sassofonista Chuck Rio, che gli propone un brano dai colori latini, intitolato Tequila e scritto di getto dopo un viaggio in Messico.

Un gruppo improvvisato, un nome casuale

L’improvvisato gruppo figura sull’etichetta del disco con il nome di The Champs. Nonostante le aspettative di Burgess il suo Train to november passerà quasi inosservato, ma il singolo volerà alto nelle classifiche di vendita grazie proprio a Tequila. Lo straordinario successo cambierà la sua vita e quella del suo amico Chuck Rio facendoli entrare nella storia del pop e costringerà. Le richieste costringeranno il gruppo fantasma dei Champs a strutturarsi sul serio in una formazione che oltre a loro due, comprenderà il chitarrista Buddy Bruce, il bassista Cliff Hills e il batterista Gene Alden. La vicenda dei Champs continuerà per qualche anno con vari cambiamenti di formazione. Del gruppo faranno parte anche Jim Seals e Dash Croft, il duo considerato dalla critica, tra il 1972 e il 1973, l’erede di Simon & Garfunkel, che costituirà negli anni Sessanta il nucleo centrale dell’esperienza dei Dawnbreakers.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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