Home C'era una volta Nunzio Gallo, il cantante che voleva diventare un stella del melodramma

Nunzio Gallo, il cantante che voleva diventare un stella del melodramma

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Il 26 marzo 1928 nasce a Napoli il cantante Nunzio Gallo. In realtà è nato il giorno prima ma la sua nascita viene dichiarata in ritardo. Grazie ai sacrifici dei genitori fruttivendoli e dei quattro fratelli può studiare canto e musica al Conservatorio di Napoli. Nel 1948 partecipa a un concorso lirico per voci nuove e si classifica al secondo posto entrando alla Rai come cantante.

La canzone non è il melodramma ma aiuta a tirare avanti

Dovendo contribuire al sostentamento della famiglia abbandona presto il sogno di diventare una stella del melodramma e decide di accettare di buon grado le proposte che gli vengono dal mondo della canzone. Il buon successo personale ottenuto nel 1950 con la rivista musicale “Carosello napoletano”, convince l’impresario Remigio Paone a scritturarlo per “Tarantella napoletana”, lo spettacolo in cartellone nella stagione successiva. Nella prima metà degli anni Cinquanta Anna Magnani, alla ricerca di giovani interpreti per lo spettacolo “Chi è di scena?”, lo scrittura nella sua compagnia. Nel 1956 vince la sezione riservata alle vecchie canzoni della gara musicale “Le canzoni della fortuna”, la futura “Canzonissima”, interpretando Mamma. L’anno dopo trionfa al Festival di Sanremo con Corde della mia chitarra, in coppia con Claudio Villa. In quell’edizione presenta anche Non ti ricordi più con Gino Latilla e Per una volta ancora con Carla Boni. Torna sul palcoscenico sanremese nel 1962 interpretando le canzoni Inventiamo la vita con Rocco Montana e L’ultimo pezzo di terra in coppia con Carla Boni. Vanta anche numerose partecipazioni al Festival di Napoli, che vince nel 1958 con Vurria, in coppia con Aurelio Fierro.

L’abbandono e il ritorno

All’inizio degli anni Sessanta, di fronte all’irrompere delle nuove tendenze musicali per qualche tempo concentra la sua attività sul cinema e sul teatro, lasciando poi l’attività per lavorare come impresario. Nel 1980 Roberto De Simone lo convince a tornare sulle scene per interpretare la sua versione di “Festa di Piedigrotta” di Raffaele Viviani. Ritrovato il gusto per il palcoscenico accetta la proposta di partecipare a una irripetibile e straordinaria tournée con Roberto Murolo. Nel 1987 crea, insieme ai figli Francesco e Massimiliano, la Compagnia Gallo per produrre e rappresentare commedie musicali. Tra le sue canzoni più famose, oltre a quelle già citate, sono da ricordare A’ vucchella, Anna Maria e Catarì. Nel pomeriggio del 23 settembre 2007, poco tempo dopo la sua ultima esibizione in pubblico, viene colpito da una grave emorragia cerebrale e ricoverato presso l’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, che lascia nella mattina del 2 gennaio 2008 per essere trasferito presso un centro di riabilitazione a Telese Terme, in provincia di Benevento. Non si riprenderà più. Muore in clinica il 22 febbraio 2008. È sepolto a Napoli nel Cimitero di Poggioreale.

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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