Home C'era una volta L’arresto di King Ad-Rock dei Beastie Boys

L’arresto di King Ad-Rock dei Beastie Boys

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Il 30 maggio 1987 il tour del gruppo rap bianco statunitense dei Beastie Boys fa tappa a Liverpool. Reduci dal grande successo ottenuto con l’esibizione eurovisiva a Montreux, in Svizzera, stanno vivendo uno dei momenti migliori della loro carriera e il loro brano (You gotta) Fight for you right veleggia nelle prime posizioni dei dischi più venduti nel Regno Unito.

Ma quale gruppo di plastica?

I tre rappers mostrano di non dare peso ai detrattori che li accusano di essere un gruppo “di plastica” nato da una attenta e indovinata operazione di marketing. Lontani anni luce dalla caustica e violenta carica eversiva dei principali gruppi neri, hanno il loro punto di forza nella capacità di saldare un linguaggio giovanile ricco d’eccessi e di provocazioni verbali con una musica molto ritmata, a volte violenta, ma priva delle asprezze dei rapper più radicali. Il loro discorso politico si riduce a slogan di carattere generale blandamente “rivoluzionari”, accompagnati da frasi d’effetto, ma sostenuti da una ritmica incalzante e decisamente in grado di trascinare ed emozionare. La contestazione del sistema da parte dei loro fans si limita alla rimozione del logo della Volkswagen e della Mercedes dalle auto in sosta. Nonostante tutto i loro concerti catalizzano migliaia di giovani che, adeguatamente provocati dal palco, scatenano spesso gigantesche risse destinate a lasciare sul terreno decine di feriti e contusi.

Non siamo qui per proteggerti ma per arrestarti

A Liverpool è ancora vivo il ricordo di una precedente esibizione del trio al Royal Court Theatre nel mese di novembre e terminato con un violento e ripetuto scambio di lattine di birra tra palco e platea. Per questo il 30 maggio quando i Beastie Boys arrivano nel loro albergo non si stupiscono della presenza della polizia nella hall. L’atteggiamento della forza pubblica non è, però, protettivo. Dopo aver proceduto alla loro identificazione gli agenti arrestano King Ad-Rock, all’anagrafe Adam Horovitz, accusandolo di lesioni colpose. A suo carico c’è la denuncia di una ragazza, Jo-Anne Clarke, la quale sostiene che il rapper le avrebbe scaraventato addosso con violenza una lattina di birra durante gli incidenti scoppiati nel concerto di novembre. Rilasciato dietro il pagamento della cauzione King Ad-Rock potrà continuare il tour ma verrà condannato a risarcire lautamente i danni fisici e morali alla ragazza.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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