Home Green World A Lima un cartellone intrappola l’acqua

A Lima un cartellone intrappola l’acqua

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La città di Lima, in Perù, utilizza un metodo piuttosto innovativo per raccogliere l’acqua necessaria a dissetare i suoi cittadini: intrappolando e condensando l’umidità presente nell’aria. Come? Con un cartellone pubblicitario del tutto speciale.

Lima, con i suoi 8,5 milioni di abitanti, è una delle città più grandi e caotiche del mondo.

La pioggia è decisamente scarsa, tanto che le precipitazioni non superano il centimetro annuo. Per soddisfare i propri bisogni, molta gente si vede costretta ad utilizzare pozzi, dai quali viene raccolta acqua decisamente sporca ed inquinata. Eppure, sembrerebbe che a questo problema sia stata trovata una soluzione piuttosto innovativa che sfrutta una delle caratteristiche più singolari della città: la sua umidità.

Lima è infatti famosa non solo per l’aridità delle sue terre ma anche per gli alti livelli d’umidità atmosferica che gravano su di esse; i livelli registrati superano di gran lunga il 90%, arrivando spesso ad un buon 98%. Ed è proprio sfruttando questa peculiarità che i ricercatori del dipartimento di Ingegneria e Tecnologia dell’Università di Lima (UTEC), con l’aiuto di un’importante agenzia pubblicitaria, hanno messo a punto un ingegnoso cartellone pubblicitario con lo scopo ultimo di raccogliere non solo iscrizioni per il nuovo anno accademico ma anche acqua potabile.

Questa struttura utilizza il processo di osmosi inversa (chiamato anche iperfiltrazione) grazie al quale è possibile trasformare semplice umidità in acqua; il liquido, una volta raccolto, viene purificato e stoccato in un grande serbatoio da dove i vicini residenti possono tranquillamente attingere usando un semplice rubinetto. In soli tre mesi, quest’innovativo cartellone è riuscito a generare circa 9450 litri d’acqua, quantità che equivale al consumo mensile d’acqua di centinaia di famiglie. Inutile soffermarsi sulla soddisfazione gli abitanti di Lima: “ogni città e paese dovrebbe avere il suo tabellone” afferma Francesco Quilca, residente del distretto di Bujama “così che ad ogni persona sia dato modo di soddisfare i propri bisogno in modo concreto”.

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