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A whiter shade of pale

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Il 12 maggio 1967 in Gran Bretagna viene pubblicato il singolo A whiter shade of pale da parte di un gruppo fino a quel momento del tutto sconosciuto.

Un’espressione latina storpiata

Si chiamano Procol Harum e il loro nome è frutto di una storpiatura dell’espressione latina “procul harum” (lontano da queste). Si è molto favoleggiato sulla scelta del nome ma al di là delle leggende è stato “rubato” al gatto di un amico del produttore Denny Cornell. Il gruppo è formato dai tastieristi Gary Brooker e Matthew Fisher, dal bassista Dave Knights, dal chitarrista Ray Royer e dal batterista Bobby Harrison che però, in A whiter shade of pale viene sostituito dal più esperto batterista di studio Billy Eyden.

Un inno dell’estate

Il brano grazie anche alla programmazione insistita da parte delle radio pirata diventa uno degli inni dell’estate di quell’anno in tutto il mondo. I testi di Keith Reid entusiasmano la critica che lo paragona a Bob Dylan, mentre la musica di Brooker viene definita in vari modi: surreal soul, Bach rock, ecc. Con il successo arrivano i primi problemi di formazione. Royer e Harrison se ne vanno e al loro posto arrivarono Trower e Wilson, vecchi compagni di Gary Brooker nei Paramounts.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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