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Ardecore presto a Villa Ada

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Come ha scritto Enrico Bettinello, collega ed amico, la musica degli Ardecore è musica profondamente legata alla tradizione che però riesce a “suonare visceralmente attuale”. L’idea di rimettere mano al repertorio della canzone popolare romana per ridarle una nuova vita (e ancor più una nuova forma) nasce dall’incontro tra Giampaolo Felici (voce dei Blind Loving Power), il trio Zu (Luca Mai, Massimo Pupillo e Jacopo Battaglia) e il chitarrista Geoff Farina (ex Karate), durante un tour europeo del 2002.

Il primo album degli Ardecore

Il loro primo album, uscito nel 2005 per Il Manifesto, è davvero di grande impatto, con il motore Zu a sorreggere e trasportare tutto l’impianto lungo le rive più scure del Tevere. Canzoni d’amore e di coltelli, di detenuti, di barcaroli, di vendette e tradimenti, impreziosite dal tocco di Luca Venitucci alla fisarmonica e di Valerio Borgianelli al vibrafono.

Nel 2007 esce il secondo cd, “Chimera”, che propone due novità di rilievo: l’inserimento di tre brani originali, e la collaborazione con il trio (sempre romano) degli Squartet, che andrà gradualmente a prendere il posto degli Zu nell’ossatura della formazione. Il disco conferma le buone intuizioni del predecessore e ottiene, tra l’altro, un importante riconoscimento come la Targa Tenco. L’ultima fatica discografica, il doppio “San Cadoco” (Sol/Godfellas), giunge alle stampe a fine 2010.

Un’ispirazione rock autentica

Nel disco troviamo sempre più brani originali e un’ispirazione rock più autentica (soprattutto nel primo cd) ma, soprattutto, assistiamo all’ingresso nel progetto di una magnifica voce femminile, quella della cantante Sarah Dietrich. Dulcis in fundo: la presenza di un’ospite davvero d’eccezione, David Tibet dei Current 93, voce nel brano “La povera Cecilia”.


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