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Bahamas, ecosistema a rischio per i lionfish

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Le Isole Bahamas rappresentano un network di parchi marini unico al mondo che consente a larve e a piccoli di pesci di passare da una zona protetta all’altra, garantendo una reale protezione della comunita’ marina. Un risultato ottenuto grazie alle politiche attuate dai governi locali sin dal 1959, che sara’ confermato e divulgato dal progetto BACH messo a punto da Maria Berica Rasotto docente del dipartimento di Biologia dell’Universita’ di Padova e promosso dal ministero per il Turismo delle Bahamas.

Bahamas a rischio, colpa dei lionfish

L’acronimo BACH – ha spiegato all’ANSA la biologa – sta per Bahamas, a Coral reef Hope spot: ”Le isole Bahamas – ha detto – sono considerate un ecosistema perfetto”’. Ad oggi, ha sottolineato il vicedirettore generale del ministero del Turismo delle Bahamas Ellison Tommy Thompson, ”ci sono 27 parchi che coprono il 20% del territorio e altri sette stanno per essere certificati”.

Tuttavia, c’e’ una minaccia che incombe su di loro. ”Circa 15 anni fa – ha spiegato la Rasotto – alcuni acquari della Florida e privati hanno riversato in mare quantita’ di lionfish.

I lionfish pesci voracissimi

Ora questo pesce voracissimo e predatore sta invadendo il Mare dei Caraibi e in particolare quello delle Bahamas”. Quasi nessun pesce e’ immune al suo veleno: ”Le cernie – ha continuato la biologa – e altri grandi carnivori possono contrastare il lionfish”, tutti pesci che nelle acque non protette scarseggiano perche’ molto ambiti dai pescatori.

”Nei parchi – ha confermato la Rasotto – dove la pesca e’ proibita e i grandi carnivori tengono basso il numero dei lionfish, non si e’ verificato un calo dei pesci predati, a differenze delle zone non protette dove sono calati di oltre il 30% . Inoltre i lionfish presenti nelle aree protette raggiungono solo i 10 cm di lunghezza contro i 40-50 cm di quelli fuori dai parchi”.

La biologa, a marzo, si è recata alla Bahamas per individuare i siti nel parco di Exuma per i rilievi. Accompagnata da un ricercatore e da due studenti – uno dell’universita’ di Padova e uno del College of the Bahamas – si sono imbarcati sulla Jancris, la barca a vela dell’eco-scrittore Alfredo Giacon. Per due settimane, attraverso l’osservazione in acque poco profonde della donzella dalla testa blu (specie predata dal lionsifh) e del ghiozzetto (specie non predata), fuori e dentro al parco marino, hanno dimostrato la validita’ del modello di sostenibilita’ delle Bahamas ”che potrebbe essere esportato – ha osservato il velista Giacon – e adattato anche alla nostra realta”’.

Maria Berica Rasotto produrra’ testi divulgativi e format che verranno distribuiti ai vari diving centre cosi’ che anche i ‘turisti bio’ dal 2013 potranno contribuire all’osservazione del fenomeno in tour che prevederanno almeno due uscite, una in un parco marino e una in acque non protette.


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