Home C'era una volta Bob Marley, vuoi deciderti a baciarmi?

Bob Marley, vuoi deciderti a baciarmi?

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Il 10 febbraio 1966, Bob Marley e Alvarita Constantia Anderson, detta Rita, si sposano. È la conclusione di una storia iniziata qualche tempo prima quando, Bob insieme agli inseparabili amici Bunny Livingston e Peter Tosh assiste a un’audizione organizzata dal loro impresario e “padre artistico” Clement “Coxsone” Dodd, padre padrone dello Studio One.

Qui si lavora…

Da tempo quella vecchia volpe pensa a una sorta di versione femminile degli Wailers e forse ha trovato la soluzione in un trio di ragazze di cui a Trench Town parlano tutti molto bene e che si è specializzato in cover dei grandi successi delle donne della Motown. L’esibizione delle Soulettes, questo è il nome del trio, convince definitivamente il patron dello Studio One. Dopo aver siglato il contratto vengono affidate a Marley perché le segua nel lavoro in studio e le aiuti a trovare i brani adatti al loro debutto discografico. Le ragazze, Alvarita “Rita” Constantia Anderson, Marlene “Precious” Gifford e Constantine “Dream” Walker conoscono gli Wailers e, tranne Rita che mantiene un atteggiamento distaccato e un po’ aristocratico, le altre due sono molto emozionate all’idea di dover lavorare con il cantante di quello che è il loro gruppo preferito. Bob è molto professionale nel rapporto con loro, non così Bunny e Peter che, appena possono, le coinvolgono nelle loro strampalate session di canti, balli e scherzi. «Qui si lavora, non siete state scritturate per divertirvi» è la frase con la quale Marley gela ogni tentativo della compagnia di divertirsi un po’. Il suo senso di responsabilità non è particolarmente apprezzato dalle ragazze, ma i risultati si vedono presto.

Il successo è merito anche di Bob

Il loro primo disco, una versione di I love you baby, interamente riscritta da Bob scala velocemente la classifica di vendita. Come è già accaduto anche per gli Wailers, le Soulettes diventano così ospiti quotidiane dello Studio One. Lo prevede l’aggiornamento contrattuale imposto da Coxsone, che non ama perdere di vista i suoi artisti. La nuova situazione sembra solleticare la fantasia di Peter e Bunny che cambiano registro e sottopongono le ragazze a un corteggiamento ogni giorno più serrato e pressante. L’unico a non cambiare le sue abitudini è Bob. Il ragazzo è chiuso in se stesso e non partecipa alla sarabanda di follie dei compagni. La verità è che per lui le Soulettes non sono tutte e tre uguali. Si è innamorato di Rita, ma ha paura di dirglielo perché teme un rifiuto. Le scrive brevi lettere farcite di pensieri, considerazioni, piccole riflessioni e gliele fa recapitare da Bunny. Poi, quando la incontra allo studio, la scruta in silenzio per capire cosa pensi. Questa storia non va avanti per molto. È la ragazza la prima a prendere l’iniziativa: «Bob, anche tu mi piaci, ma sono stanca di leggere solo i tuoi biglietti. Vuoi deciderti a baciarmi o aspetti che io scelga un altro?». Pochi mesi dopo, il 10 febbraio 1966, si sposano.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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