Home C'era una volta Cab Calloway, hi-de-ho man

Cab Calloway, hi-de-ho man

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Cab Calloway.

Il 29 novembre 1994 in una casa di riposo dello stato del Delaware, negli Stati Uniti, muore a ottantasei anni Cab Calloway conosciuto anche come “hi-de-ho man”.

Un protagonista della stagione del Cotton Club

Cantante, ballerino, direttore d’orchestra, intrattenitore, è un musicista che ha fatto la storia del jazz, uno dei protagonisti della grande stagione del Cotton Club di Harlem e dello scat. Tornato alla ribalta nel 1980 grazie alla sua partecipazione al film “The blues brothers” di John Landis accanto a Dan Aykroyd e John Belushi, è divenuto popolarissimo anche presso le nuove generazioni. La morte non arriva inaspettata perché da giugno, quando era stato colpito da ictus cerebrale nella sua casa di White Plains, non si è più ripreso. Cabel Calloway, questo è il suo nome completo, nasce a Rochester, New York, il 24 dicembre del 1907 e trascorre l’infanzia a Baltimora. Successivamente si trasferisce a Chicago dove, spinto dai genitori, si dedica senza troppo entusiasmo agli studi legali. Ai libri, però, preferisce il canto e il ballo sulle orme della sorella Blanche. Quando, per motivi economici, la famiglia rinuncia all’idea di avere un figlio avvocato, lui non si strappa i capelli. Dopo aver lavorato nei locali di Chicago, nel 1928 viene scritturato da Marion Hardy negli Alabamians dei quali assume poi la direzione quando, l’anno dopo, vengono scritturati al Savoy Ballroom di New York. Curioso e instancabile vagabondo prima della fine del 1929 lascia gli Alabamians ed entra a far parte dei Missourians, un gruppo costituito da musicisti di St. Louis e Kansas City. Con loro nel 1932 viene scritturato dall’impresario Irving Mills per sostituire l’orchestra di Duke Ellington nel leggendario Cotton Club. L’anno prima Calloway incide Minnie the Moocher, il brano che gli regala una grandissima popolarità.

Il declino e la resurrezione

Specialista del canto “scat” è al Cotton Club che si guadagna il soprannome di “hi-de-ho man” dalle sillabe che adopera più di frequente nelle sue interpretazioni. Nel 1934 nel corso di una lunga tournée sbarca in Europa mandando in visibilio il pubblico soprattutto in Francia dove i giovani appassionati di jazz adottano gli stessi atteggiamenti e lo stesso modo di vestire di Calloway. Nel 1948 la fine dell’epoca delle orchestre a grande organico, dovuta in parte alla nascita di nuove realtà musicali ma soprattutto alla crisi economica, costrinse anche Cab a sciogliere la sua. Da quel momento si esibisce con piccoli gruppi anche se non mancano episodiche e ben remunerate ricostituzioni della big band. Accade, per esempio, nel 1951, anno in cui effettua una lunga tournée in giro per il mondo. Negli anni Settanta le sue apparizioni si diradano fino alla quasi totale inattività. La resurrezione artistica provocata dalla scatenata presenza accanto ai Blues Brothers lo rilancia alla grande. Chi lo conosce però non si sorprende più di tanto per il successo su grande schermo, visto che Calloway in tutta la sua carriera è stato molto impegnato come attore sia di cinema che di teatro. Di rilievo la sua ottima interpretazione, nel 1952, della parte di Sportin’ Life, lo spacciatore di alcool e cocaina, nell’opera “Porgy and Bess” di George Gershwin. Nel 1994 la sua storia si chiude definitivamente. Dopo la morte resta la sua leggenda, un’altra delle tante leggende del jazz.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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