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Il cambiamento climatico si può combattere risparmiando

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cambiamento climatico

Il cambiamento climatico in atto si può combattere risparmiando. Greenpeace lancia l’ultima iniziativa, in una specie di solar quiz di sensibilizzazione che ha coinvolto oltre 19 città. Il quiz di Greenpeace è stato realizzato per testare il grado di conoscenza sul mondo dell’energia solare e sulla possibilità di produrre in casa l’energia che si consuma.

Cambiamento climatico, una guida su come combatterlo

E prorio a tutti i partecipanti è stata distribuita anche una guida utile per informare praticamente su come combattere i cambiamenti climatici risparmiando e diventando un vero e proprio energy citizen.

“Il Pianeta si sta scaldando a ritmi insostenibili, e gli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti ce lo ricordano tragicamente – sottolina Luca Iacoboni, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia – enormi sono le responsabilità di governi e grandi aziende, ma ognuno di noi può e deve fare qualcosa per contribuire a cambiare l’attuale modello energetico, che ci tiene vincolati ad energie inquinati e costose. Ogni cittadino può installare il proprio impianto fotovoltaico, fare efficienza energetica, oppure diventare membro di una cooperativa 100% rinnovabile”.

Cambiamento climatico, Greenpeace: anche i cittadini possono fare tanto

“L’energia solare, inoltre, non fa bene solamente alla salute del Pianeta, ma conviene anche economicamente, visto che dopo aver ammortizzato l’investimento iniziale è possibile avere energia ‘gratuita’ per almeno 15 anni”, conclude Iacoboni.

Il cambiamento climatico in atto sta provocando danni irreversibili e conseguenze inimmaginabili per il Pianeta. Nonostante tutto si continuano a sovvenzionare petrolio, gas e carbone. Lo sottolinea anche l’ultimo rapporto di Legambiente che ha analizzato lo stato degli investimenti in economia nera dell’Unione Europea.

Cambiamento climatico, Europa continua
ad investire su economia nera

Tra il 2014 e il 2016, 11 Stati dell’Ue l’Unione Europea hanno distribuito più di 112 miliardi di euro all’anno per sostenere la produzione e il consumo di combustibili fossili.

Secondo lo studio, il settore dei trasporti rimane il primo beneficiario, con più di 49 miliardi di euro utilizzati per sostenere l’utilizzo di combustibili fossili, pari al 44% del totale del sostegno pubblico identificato. Inoltre dal 2014 al 2016 l’Unione Europea ha fornito una media annua di 4 miliardi di euro alle fossili attraverso il suo bilancio, azioni di sviluppo e banche di investimento.

Ed in questo quadro l’Italia non è da meno. L’Italia, ricorda l’associazione ambientalista, nel 2016 ha investito 15,2 miliardi di euro in sussidi, tra diretti e indiretti e in forme diverse (esoneri dall’accisa, sconti, finanziamenti per opere, ecc) alle fonti fossili. Per il settore trasporti, la Penisola tra il 2014 e il 2016 ha stanziato 8,7 miliardi di euro all’anno.

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