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Cirque du Soleil, l’intervista ad Aruna Bataa

La compagnia di teatro-circo più grande e spettacolare di tutto il globo è sicuramente il  Cirque du Soleil. Nato in Canada,  nel 1984, il Cirque du Soleil è una perfetta incarnazione del cosiddetto nouveau cirque e ha viaggiato per tutto il mondo affascinando milioni di spettatori.

Il nostro quotidiano è andato ad intervistare Aruna Bataa, la grande contorsionista di questa compagnia epocale, vera maestra di numeri circensi ed artisti e atleti di altissimo livello.

Cirque du Soleil, la contorsionista Aruna Baata si racconta a dailygreen

Com’è nata la tua passione per il contorsionismo?

Provengo da una famiglia circense di terza generazione, il contorsionismo e il mondo del circo sono sempre stati parte della mia vita.

Cosa rappresenta per te questa disciplina?

Il contorsionismo è un’arte in cui gli artisti mostrano le loro abilità di flessibilità. Per me è uno stile di vita che comporta moltissima dedizione, amore e disciplina fin da bambini.

Ci sono diversi stili di contorsionismo; tu a quale ti ispiri?

Uno dei più particolari è il contorsionismo puro, dove l’artista riesce a contorcere tutto il corpo in posizioni estreme e può anche muovere le articolazioni ad angoli diversi. Un altro stile, che è uno dei più diffusi, è il contorsionismo mescolato con tecniche che comportano tantissima forza, concentrazione ed equilibrio, dove l’artista mostra le sue abilità di equilibrio in verticale, contorcendosi allo stesso tempo. Questo stile richiede tanta formazione fin dall’infanzia, affinché il corpo dell’artista si abitui ai movimenti e alle posizioni.

A quali gare hai partecipato? E con che risultati?

Sono stata eletta per due anni consecutivi la miglior contorsionista in Brasile, nel 2001 e nel 2002, da bambina.

Le compagnie artistiche o i circhi per i quali hai lavorato? 

Ho lavorato in oltre 40 Paesi del mondo. Ho iniziato la mia carriera a soli 9 anni nei circhi tradizionali in Brasile, lavorando nei circhi Beto Carrero e anche a Le Cirque. Ho avuto contratti al Beto Carrero Park, che è il più grande parco a tema in America Latina. Nel 2009 è iniziata la mia carriera al Cirque du Soleil: il mio primo spettacolo è stato “Quidam”, subito dopo “Saltimbanco”.

Come sei arrivata al Cirque du Soleil?

Ho inviato il mio demo online attraverso il sito  e dopo otto mesi mi hanno chiamata per sostituire un’artista che si era fatta male. Avevo già un numero preparato, per le ginnaste e le ballerine il casting è stato invece molto severo.

Attualmente a quale spettacolo stai lavorando?

Sto ancora lavorando con il Cirque du Soleil allo spettacolo “OVO”. Il tema dello show è basato sugli insetti: nello spettacolo io rappresento un ragno. E’  uno show con coreografie di Deborah Colker.

Normalmente ti alleni ogni giorno?

Di solito abbiamo sette spettacoli a settimana; nelle pause alleno il mio corpo in base alle esigenze del momento.

Tu insegni contorsionismo? Dove?

Sì, ho il Certified Personal Trainer e, in generale, lavoro senza una meta stabile. Effettuo workshop di contorsionismo nel Paese in cui mi trovo momentaneamente per lavoro. Viaggiando molto non ho una posizione specifica.

I tuoi prossimi progetti professionali e di vita personale?

Il mio progetto per quest’anno è la tournée con lo spettacolo “OVO” per il Nord America, dove lavoro in una performance aerea perfezionando il mio ruolo corrente.

Il Cirque du Soleil non ricorre alla presenza di animali negli spettacoli; è forse solo per motivazioni artistiche? Qual è la tua opinione sullo sfruttamento degli animali negli ambienti circensi?

Cirque du Soleil non è un circo tradizionale: è un circo che coinvolge l’arte della danza, le arti dello spettacolo e tanta tecnologia. Ci sono moltissimo artisti di talento al Cirque du Soleil, coinvolgere gli animali fortunatamente non è necessario. Ad essere sincera, però, preferisco la presenza di animali in un circo che in uno zoo: questo, naturalmente, solo a patto che siano rispettati e curati ogni giorno.

Dailygreen è un giornale incentrato sulla green economy e gli stili di vita sostenibili; raccontaci qual è il tuo rapporto con la natura e l’ambiente. Hai rispetto per il nostro Pianeta?

La cura per l’ambiente è necessaria, ma è anche fondamentale l’unione e l’informazione verso un mondo migliore: credo che se tutti avessero la stessa educazione sarebbe più facile andare nella stessa direzione e contribuire ad un pianeta sano. Nel mio piccolo, rispetto la terra e, soprattutto, faccio il possibile per trasmettere informazioni a persone che sono ancora lontane da questa tematica così urgente.