Home C'era una volta Claudio Villa, vita sei bella, morte fai schifo

Claudio Villa, vita sei bella, morte fai schifo

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Italy's Claudio Villa , 41 , known as the "golden voice" seen 28th January 1967 in the finals of the San Remo song festival. His song won .

Tremiladuecento brani registrati, quarantadue milioni di dischi venduti in tutto il mondo, ventisette film, tredici partecipazioni al Festival di Sanremo con quattro vittorie e due trionfi a Canzonissima sanciti dall’invio di milioni di cartoline-voto sono la testimonianza concreta della sua straordinaria popolarità.

La prima vera pop star

Anche se il suo modo di cantare ha rappresentato, un’innovazione nel panorama melenso della melodia italiana del dopoguerra, negli anni successivi Villa ha scelto d’incarnare il ruolo del custode dei valori fondanti della canzone all’italiana, pur senza mai scadere nell’immobilismo. A dispetto delle impressioni non rifiuta però la contaminazione con nuove sonorità, lasciando che la sua voce si arrampichi anche sui sentieri tracciati da arrangiamenti elaborati e moderni. La sua capacità di anticipare i tempi è impressionante. È il primo cantante italiano in grado di trasformare la folla sterminata dei suoi ammiratori in una vera e propria organizzazione ramificata in tutto il territorio nazionale qualche decennio prima della nascita dei fans club delle moderne popstar. La sua verve polemica, alimentata e sorretta da una spregiudicata e schietta irruenza popolana, divide e fa discutere anche il mondo degli intellettuali, così lontano dagli ambienti popolari in cui affondano e traggono linfa le radici del suo successo. Sempre pronto a prendere posizione è anche un grande protagonista della battaglie civili della società italiana.

Sono trasteverino e me ne vanto

Lui si vanta di essere un trasteverino. Trastevere negli anni Venti è il cuore pulsante di una Roma popolare che fatica ad adattarsi ai cambiamenti di quella che viene chiamata Città Eterna. È più di un quartiere, è una città nella città. Qui gli antichi mestieri sopravvivono al passare del tempo e le stagioni si riconoscono dagli odori, più che dalle date del calendario. In questo quartiere, al n° 25 di Via della Lungara, in un caseggiato che sembra formare un blocco unico con il carcere di Regina Coeli, il 1° gennaio del 1926 Ulpia Urbani e Pietro Pica festeggiano la nascita del loro figlio Claudio. Inizia così la vicenda di Claudio Pica, in arte Claudio Villa, un ragazzo romano di borgata destinato a lasciare un segno indelebile nella storia della canzone italiana. A soli undici anni sale per la prima volta su un palcoscenico. Non ne scenderà più fino al 7 febbraio 1986 quando, proprio mentre a Sanremo è in programma l’ultima serata del Festival muore a Padova. La cassetta di mogano che contiene le sue ceneri viene tumulata, come da lui richiesto, nel cimitero di Rocca di Papa accanto alla tomba di mamma Ulpia. Sulla lapide che la copre sono incise le parole «Vita sei bella, morte fai schifo» da lui stesso dettate.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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