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CO2, aumenta l’inquinamento. E’ ai massimi storici

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Pollution di Danielle Tunstall

Nel 2018 le emissioni globali di anidride carbonica legate alla produzione di energia sono aumentate dell’1,7%, raggiungendo il massimo storico di 33,1 Gt di CO2. Lo sottolinea l’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie), che attribuisce l’85% dell’aumento di emissioni a Usa, Cina e India, mentre l’Ue è in controtendenza.

Nel 2018 a dispetto di una crescita dell’economia dell’1,8% la domanda di energia in Europa è cresciuta solo dello 0,2%, consentendo di ridurre le emissioni del settore dell’1,3% rispetto all’anno precedente. Una congiuntura che si spiega soprattutto con l’evoluzione del mix energetico in Germania e Regno Unito, meno dipendente dal carbone, e sull’utilizzo sempre più importante di idroelettrico e nucleare in Francia. Tra le altre grandi economie mondiali, anche in Giappone si segnala una diminuzione delle emissioni.

CO2, l’Aie: l’Europa può ridurre le emissioni entro il 2030

L’Europa ha già tecnologie e legislazione per andare ben oltre l’impegno di ridurre le emissioni di almeno il 40% entro il 2030, secondo un rapporto di Sandbag, think tank specializzato in politiche climatiche con sedi a Londra e Bruxelles. Secondo le simulazioni di Sandbag, le legislazioni già approvate dall’Ue, come il pacchetto energia pulite, le nuove regole per tagliare le emissioni di automobili e le annunciate chiusure di impianti energetici a carbone in tutta Europa hanno il potenziale per ridurre del 50% le emissioni di gas serra. Ciò significa, conclude Sandbag, che la discussione sulle ambizioni climatiche dell’Europa nel 2030 dovrebbe concentrarsi su una riduzione di “almeno il 50%” delle emissioni rispetto ai livelli del 1990.

I punti centrali su cui puntare per creare un mercato europeo dell’elettricità più pulito riguardo l’uso, per esempio, di contatori intelligenti, di prezzi dinamici per il mercato che si tramutano in vantaggi per i consumatori.

L’accordo sul “mercato interno dell’elettricità” (regolamento) è stato approvato dal parlamento europeo con 544 voti favorevoli, 76 contrari e 40 astensioni. L’accordo sulle “norme comuni per il mercato interno dell’elettricità” (direttiva) è stato approvato con 551 voti favorevoli, 72 contrari e 37 astensioni.

Uno dei principali obiettivi delle nuove norme è quello di consentire che almeno il 70% della capacità commerciale attraversi liberamente le frontiere, facilitando gli scambi di energia rinnovabile attraverso le frontiere dell’Ue. In tal modo si vogliono sostenere gli sforzi per il conseguimento dell’obiettivo vincolante dell’Unione, che fissa la quota di energia da fonti rinnovabili al 32% del consumo finale lordo entro il 2030.

Le norme Ue consentono attualmente alle autorità nazionali di pagare le centrali a carbone per un periodo di tempo limitato in caso di picco della domanda, grazie ad un meccanismo noto come ‘regolazione della capacità’. Le nuove norme introdurranno limiti più stringenti per gli Stati membri che sovvenzionano le centrali elettriche, per evitare che le centrali a carbone più inquinanti in Europa ricevano aiuti di Stato. Le misure si applicheranno a tutte le nuove centrali elettriche, a partire dalla data di entrata in vigore del regolamento e a quelle esistenti a partire dal 2025. Le nuove norme non incideranno sui contratti di capacità conclusi prima del 31 dicembre 2019.

La nuova legislazione sulla preparazione del settore elettrico nell’affrontare le emergenze è stata approvata con 569 sì, 61 contrari, e 34 astensioni. Per poter regolare in maniera migliore il mercato dell’elettricità Ue, le norme che istituiscono l’Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia (ACER) sono state modificate e l’Agenzia riceverà più compiti e maggiori poteri. L’accordo sull’ACER è stato approvato con 558 a favore, 75 contrari e 31 astensioni. Gli accordi dovranno ora essere approvati ufficialmente dai ministri Ue e pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea prima di poter entrare in vigore.


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