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Con i rifiuti di Roma, bollette meno care a Brescia

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usato rifiuti

La città di Brescia è stata tra le prime in Italia a dotarsi, nel 1971, di una una rete per il teleriscaldamento urbano. Il progetto bresciano, riconosciuto come all’avanguardia nel panorama internazionale, riscalda oggi il 70% degli ambienti abitativi e lavorativi con il calore prodotto grazie alla distruzione dei rifiuti, una parte dei quali giungono da Roma ancora in cerca di soluzioni sostenibili.

Brescia, anche i rifiuti di Roma forniscono energia alla città

Che i rifiuti possano trasformarsi in energia è un concetto già relativamente vecchio, eppure sono ancora troppe le città italiane che non riescono ad avviare un ciclo sostenbile per i propri rifiuti. In prima linea Roma, la cui neonata amministrazione, non ha ancora fatto passi significativi per dotarsi di un suo termovalorizzatore. Complici la Regione e la situazione di stallo del Campidoglio, i rifiuti romani continuano ad ammucchiarsi sulle strade e vengono trasferiti, a caro prezzo, verso Brescia e il Nord Europa.

C’è da dire che anche la Lombardia passò attraverso una situazione d’emergenza rifiuti prima di correre ai ripari. Dopo questa esperienza infatti, si riuscì a costruire l’inceneritore di Silla che ha portato Milano a diventare una delle metropoli europee con dove si fa più raccolta differenziata.

Bollette meno care anche grazie ai rifiuti di Roma

E’ estremamente importante sottolineare che il vantaggio della trasformazione della spazzatura in energia e calore, non solo garantisce una migliore qualità dell’aria, ma contribuisce a rendere le bollette energetiche e le tasse Tari, decisamente più basse. Per tornare a Brescia, si calcola che quest’anno c’è stato un abbassamento del -35% rispetto alla media nazionale.

A Roma una famiglia di 3 persone che vivono in un appartamento di 70 metri quadri, paga mediamente 300 euro all’anno di tassa sui rifiuti. A Brescia 238.

Sia Brescia che Milano pagano ovviamente le loro tariffe agevolate, ma incassano anche i dividendi della spa nata dalla fusione delle municipalizzate, di cui detengono inseme il 55% delle azioni: la Multiutility A2A è il secondo produttore nazionale di energia, con un mix produttivo orientato alle fonti rinnovabili da cui proviene il 36% dell’energia generata e il secondo operatore nelle reti di distribuzione di elettricità, tra i primi nelle reti del gas e del ciclo idrico.

Il Campidoglio da parte sua paga a caro prezzo l’indecisione sul da farsi e sborsa 40 euro a tonnellata per trasportare i rifiuti a Brescia e altri 90 per farli trattare.

Il Lazio resta quindi al palo con un fabbisogno attuale di incenerimento di 773 mila tonnellate senza vedere ancora nessuna soluzione all’orizzonte. E così i rifiuti di Roma continueranno a viaggiare, a caro prezzo, verso Brescia e il Nord Europa.

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