Home C'era una volta Cozy Powell, un batterista anarchico come i gatti

Cozy Powell, un batterista anarchico come i gatti

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Il 29 dicembre 1947 nasce Cozy Powell, uno dei personaggi più singolari del rock degli anni Settanta e Ottanta. Batterista eclettico e dotato di notevole personalità attraversa la storia di alcune tra le più importanti band di quel periodo senza fermarsi mai, inseguendo sempre nuovi progetti.

Un migratore per scelta

C’è chi l’ha definito «Anarchico come i gatti… un migratore per scelta e per indole alla ricerca di un luogo nuovo da cui ripartire». Per lui le regole del music business e anche il successo sembra non interessarlo se lo ostacola nella realizzazione dei suoi progetti. Il suo debutto avviene alla metà degli anni Sessanta con i Sorceres, una band destinata a godere di una discreta popolarità negli anni successivi con il nome di Youngblood. Proprio quando i suoi compagni stanno per cogliere i primi successi Powell migra e si unisce ai Big Betha, un gruppo senza storia che avrà vita breve. Nel 1971 è il batterista del Jeff Beck Group con cui realizza i due album come Rough and ready e The Jeff Beck Group destinati a restare nella storia del rock di quel periodo, ma l’anno dopo se ne va per formare i Bedlam, una band che lascia dopo un solo album per seguire un nuovo progetto.

Vagabondo del rock

Dà vita ai Cozy Powell’s Hammer e pubblica due singoli di successo prodotti da Micky Most, uno dei migliori produttori britannici. Nel 1975 forma una nuova band, gli Strange Brew. Finito? Tutt’altro. Gli Strange Brew non sopravvivono neppure una stagione perché Cozy accetta l’offerta dell’ex chitarrista dei Deep Purple Ritchie Blackmore di dar vita ai Rainbow. In questo gruppo sembra finalmente aver trovato la sua dimensione, ma, improvvisamente, nel 1980 se ne va per dar man forte al chitarrista Michael Shenker, che ha appena lasciato gli Scorpions. Collabora all’album Pictures at eleven di Robert Plant , ma non rinuncia alla realizzazione di alcuni progetti in proprio. La sua anima da giramondo lo porta poi negli Whitesnake di David Coverdale e in una singolare avventura con Keith Emerson e Greg Lake, con i quali forma lo strano trio Emerson Lake & Powell. Nel 1989 si unisce ai Black Sabbath, che lascia dopo breve tempo per vagabondare ancora tra le più diverse esperienze e collaborazioni. Muore a Bristol in un incidente stradale il 5 aprile 1998.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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