Home C'era una volta Don Moye, il batterista del Regno di Mu

Don Moye, il batterista del Regno di Mu

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Il 23 maggio 1946 nasce a Rochester, New York, il batterista Don Moye. Questo, almeno, è il nome con il quale è stato registrato all’anagrafe, perché lui racconta che il suo vero nome è Dougoufana Famoudou Môyè.

Ero già musicista trentamila anni fa

La storia del suo nome è legata anche alla ricostruzione immaginifica di una vita precedente. Convinto assertore della reincarnazione, sostiene di essere stato già un musicista trentamila anni prima della sua ultima nascita. Proprio con il nome di Dougoufana Famoudou Môyè sarebbe stato un membro della Società dei Musicisti Reali del Regno di Mu, situato nel leggendario continente perduto di Atlantide. Afferma anche di non essere nato per caso nel Novecento, ma di avere una sorta di missione da compiere. La sua reincarnazione, infatti, avrebbe lo scopo di tenere viva la musica e l’arte che hanno ispirato trentamila anni prima la leggendaria dell’Età dell’Oro dell’umanità.

Più verificabile la carriera nel Novecento

Decisamente più verificabili, le tracce novecentesche della sia vita rivelano che ha studiato percussione a Detroit tra il 1965 e il 1966 collaborando con il trombettista Charles Moore. Successivamente lo si ritrova nella formazione dei Detroit Free Jazz. Alla fine del 1968, dopo una lunga tournée europea con la band resta per un po’ in Italia, a Roma, dove si esibisce insieme a Steve Lacy. Nel 1969 si sposta a Parigi. Nella capitale francese suona con un’infinità di gruppi e solisti come i Gospel Messenger Singers, Sonny Sharrock, Dave Burrell, Gato Barbieri e Alan Shorter, solo per citare i più importanti. Alla fine dello stesso anno l’Art Ensemble Of Chicago gli chiede di diventare il percussionista del gruppo che fino a quel momento ha utilizzato in quel ruolo strumentisti occasionali. Da quel momento la sua storia si legherà a quella della band. Parteciperà anche ai progetti singoli dei musicisti dell’Art Ensemble, senza rinunciare a esperienze diverse..

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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