Home C'era una volta Dopo la guerra riparte il Giro d’Italia

Dopo la guerra riparte il Giro d’Italia

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Il 15 giugno 1946, un anno dopo la Liberazione e la fine della guerra e tre anni dopo l’ultima edizione, prende nuovamente il via il Giro d’Italia.

Solo quaranta arrivano in fondo

Settantanove sono i partenti e solo quaranta arriveranno fino all’ultima tappa. La corsa si conclude il 7 luglio dopo aver percorso in venti tappe più di tremila chilometri sulle polverose e disagevoli strade dell’Italia del dopoguerra. “Ginettaccio” Bartali conquista per la quarta volta il successo finale nella manifestazione, ma dietro di lui incalza un ritrovato Fausto Coppi, reduce dal campo di prigionia.

Quarantasette secondi tra i due rivali

Solo quarantasette secondi dividono i due rivali mentre il terzo classificato, Ortelli, ha più di un quarto d’ora di ritardo. L’anno dopo le parti si invertono: primo Coppi, secondo Bartali e, nel 1949, Fausto Coppi è il primo italiano a vincere Giro d’Italia e Tour de France nello stesso anno.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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