Home Eco Cultura Duilio Cambellotti, tra natura ed impegno sociale

Duilio Cambellotti, tra natura ed impegno sociale

SHARE
Un mondo d’immagini di Duilio Cambellotti in mostra nei Musei di Villa Torlonia; Casino dei Principi, Casino Nobile e Casina delle Civette. In foto la celebre e deliziosa Conca dei nuotatori del 1910 (terracotta dipinta e invetriata)

Chi passeggia nel fresco giardino di Villa Torlonia, avrà l’occasione di visitare questa splendida mostra monografica su Duilio Cambellotti e scoprire uno degli artisti romani più versatili della prima metà del ‘900, in un contesto museale fra i più affascinanti di Roma. Titolo della mostra: “Mito, sogno e realtà”, dal 6 giugno all’11 novembre 2018.

Le opere del lavoro multidisciplinare dell’artista romano, già presenti all’interno della Casina delle Civette con le famose collezioni di vetrate Liberty, sono esposte infatti anche al Casino dei Principi e Casino Nobile. La parte più cospicua è ospitata nelle otto sale del Casino dei Principi mentre una sezione dedicata alla scenografia e una “galleria” di sculture” concludono la mostra nella sede del Casino Nobile. Nel Casino dei Principi quindi, una sequenza di sale tematiche impagina un serrato racconto costituito da circa 230 opere, all’interno del quale si ricomprendono sei decenni d’intenso lavoro. Qui Cambellotti si misura anche con il tema della modernità, progettando per le industrie artistiche nazionali e straniere e disegnando per esposizioni, banche e teatri splendide affiche pubblicitarie (Manifesto per l’Esposizione Nazionale di Torino del 1898, 1897) non mancando tuttavia d’interrogarsi sui cambiamenti sociali che il progresso aveva introdotto nella vita degli uomini (La falsa civiltà, 1905)

Ingresso Casino dei Principi – Foto di Valter Sambucini

La mostra – promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, dall’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti di Roma, dal Civico Museo “Duilio Cambellotti” di Latina e realizzata con il fondamentale sostegno della “Fondazione Cultura e Arte” – è curata da Daniela Fonti, responsabile scientifico dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti e da Francesco Tetro, ideatore e direttore del Civico Museo “Duilio Cambellotti” di Latina.

Duilio Cambellotti (Roma 1876-1960) fu orafo, ceramista, illustratore, pittore, scenografo teatrale e cinematografico, costumista, infine fotografo e collezionista (anche di ceramiche popolari, acquisite dal Civico Museo del Paesaggio di Maenza, LT). Soprattutto fu un originalissimo scultore, che la recente storiografia artistica identifica come il vero antagonista del dinamismo plastico boccioniano. Tutto ciò crea difficoltà in chi vuole organizzare un discorso sintetico sulla sua opera, poiché il maestro ha utilizzato costantemente tecniche diverse ed ha lavorato in ambiti e situazioni artistiche (anche sociopolitiche) sempre differenti. Però il suo stile è assolutamente riconoscibile, originale, anche se costantemente lanciato a reinterpretare e reinventare un linguaggio che integri la classicità con le sinuose e avvolgenti forme del Liberty, collocandosi però lontano dal decorativismo amato dalla brillante società borghese della capitale (allora emergente) per avvicinarsi ad una Natura ancora selvatica, rendendola plastica e densa di emozioni. Realizza quindi una figurazione potente e sensibile insieme, che può interpretare anche la realtà sociale della Campagna Romana, passando con uguale professionalità artistica, dai grandi manifesti ed illustrazioni ufficiali, alle progettazioni d’arredamento, alle semplici e commuoventi ceramiche.

Questa Campagna romana, già ritratta poeticamente dagli artisti eredi di Nino Costa, ora è una realtà di malaria e miseria umana che sembrava aver incorporato lo stigma perenne di mancanza di ogni speranza. Agli inizi del ‘900 però le zone dell’Agro Pontino furono oggetto di alcune tra le più interessanti iniziative volte all’

Sala del Casino dei Principi. Foto di Valter Sambucini

educazione popolare, mentre i primi passi furono compiuti da medici, filantropi e maestri, in forma del tutto volontaria. Il primo modello di scuola popolare moderna sorse in Francia durante la rivoluzione, ma in Italia l’opera di alfabetizzazione iniziò con considerevole ritardo, considerata un lusso dagli strati più poveri della popolazione, già tenuti in stato di semi-schiavitù da parte di proprietari terrieri che non volevano che i contadini si alfabetizzassero.

Si allestirono, nonostante questo, scuole con scarse risorse addirittura nelle capanne, dove vivevano i contadini, ma la prima vera scuola in muratura nell’Agro Pontino fu progettata e realizzata da Alessandro Marcucci e Duilio Cambellotti a Casal delle Palme. Queste scuole rurali del Cena e del Cambellotti erano inoltre improntate alla cura estetica, semplici, luminose, accoglienti, ma soprattutto decorate con dipinti murali, dove il disegno e l’utilizzo delle immagini era di fondamentale conforto e valorizzazione umana, all’interno dello stesso apprendimento scolastico. Molto sarebbe da enumerare della mole immensa del suo lavoro, ripercorrendo idealismo e ideologia tra il primo decennio del secolo, dominato da Giolitti, e la metà degli anni Trenta, con l’Onc (Opera nazionale combattenti) impegnata in un intervento colossale di appoderamento delle paludi pontine e di fondazione delle cinque città nuove dell’ Agro, dalle quali il regime si attende grandi consensi. 

Impressioni di palude (Corvi) 1930 – 1934, vetrata legata a piombo – Foto di Valter Sambucini

Cambellotti rimane però sempre legato ai suoi temi, (butteri avvolti negli ampi mantelli, cavalli, tori monumentali, bufali, colombe, rondini e corvi nelle paludi in quel pezzo di campagna che arrivava fino al mare di Terracina, ai modelli della simbologia del riscatto socialista suggerito da Bakunin e Marx, da Engels e Proudhon, in una solidarietà con Marcucci e Balla, Cena e Sibilla Aleramo, nella rivolta romantica di un riformatore dell’arte (confuso con un semplice virtuosismo ed eclettismo) complice invece del concetto di un lavoro manuale, esercitato come una forza di riscatto, di rigenerazione.

La mostra mette inoltre costantemente a confronto due delle sue direzioni operative: il lavoro di ideatore di arredi per le abitazioni private, iniziato con le vetrate artistiche negli anni dieci e portato avanti nei due decenni successivi con la progettazione di mobili, stoffe, ceramiche, piccoli bronzi – e la dimensione pubblica dell’artista capace d’interpretare nella grande scultura e nella pittura monumentale, le aspirazioni di auto/rappresentazione del regime fascista – proseguendo fino agli anni del secondo dopoguerra. Fino all’ultimo attivissimo fu sempre coerente con un concetto di Arte concepito come servizio prestato alla collettività.

Cambellotti è stato anche un protagonista, della prima metà del secolo passato, che si riconosceva nel lavoro per il teatro, al quale si era dedicato per tutta la vita (illustrato dalle fotografie e dalle splendide maquette allestite nel Casino Nobile) considerandolo l’espressione più completa e comunicativa di quell’idea di arte totale – d’ispirazione wagneriana – sulla quale aveva modellato per decenni il suo lavoro.

Foto dell’allestimento al Casino Nobile. Foto di Valter Sambucini

L’Archivio dell’opera di Duilio Cambellotti a Roma. A seguito di una collaborazione più che ventennale, che ha portato alla realizzazione di ben tre importanti mostre monografiche, è gestito in collaborazione e accordo con gli eredi Cambellotti, dalla Galleria Russo, una delle gallerie più antiche di Roma, che da sempre dedica particolare attenzione ai maggiori esponenti del Nocevento storico italiano. Comitato scientifico: Marco Cambellotti, Daniela Fonti, Alessandro Cambellotti, Fabrizio Russo. Fra le sillogi più note conservate presso l’Archivio si ricordano l’elegante serie di tempere dedicate a Le mille e una notte, le illustrazioni per il Sillabario e altre pubblicazioni per le Scuole per i contadini, le illustrazioni per I fioretti di San Francesco, la serie delle Leggende romane. L’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti è a disposizione di studiosi, ricercatori, storici e collezionisti che necessitino di un’indagine sulle opere di Cambellotti già archiviate o desiderino far archiviare le opere dell’artista in proprio possesso

Il catalogo, a cura di Silvana Editoriale, contiene saggi dei curatori Daniela Fonti e Francesco Tetro e di Giovanna Alatri, Francesca Maria Bonetti, Alberta Campitelli, Carlo Fabrizio Carli, Monica Centanni, Anna Maria Damigella, Daniela De Angelis, Elena Longo, Nadia Marchioni.

Musei di Villa Torlonia; Casino dei Principi, Casino Nobile e Casina delle Civette

Giorni di chiusura: lunedì. Orario: da martedì a domenica ore 9.00-19.00. La biglietteria è presso il Casino Nobile. Info – 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)

www.museivillatorlonia.it; www.museiincomune.it

SHARE
Previous articleWAO Festival 2018, torna la grande festa dedicata all’arte e all’ambiente
Next articleLa breve stagione dei Thunderclap Newman
Carla Guidi
Sono nata a Firenze e migrata a Roma in tenera età. Dopo essermi occupata soprattutto di arte, psicologia e letteratura, organizzando mostre, presentazioni e convegni, sempre con un’ottica decisamente ecologista, nel 2002 ho ottenuto l’iscrizione all’ODG del Lazio e Molise, elenco pubblicisti. Ho collaborato per più di 10 anni con il settimanale (in cartaceo) Telesport ma scrivendo sempre dei miei argomenti preferiti, oggi collaboro con Abitare a Roma (testata giornalistica on-line), Malacoda (webzine di lotta per un'alternativa letteraria e culturale), Lazio ieri ed oggi (la rivista di Roma e della sua Regione, fondata nel 1965 da Willy Pocino). Dal 2004 ho pubblicato tre libri di poesia per le edizioni Onyx (monologhi teatrali) ora scaricabili gratuitamente dal mio sito, Come le bestie, La pace che ci meritiamo e Fatti ad immagine D’Io (e-book) - due libri sulla memoria storica Un ragazzo chiamato Anzio e Operazione balena - Unternehmen Walfisch (rastrellamento nazista del 17 aprile 1944 nel quartiere Quadraro - terza edizione Edilazio 2013). Ho curato, in collaborazione con Massimo De Simoni, il libro I poeti incontrano la Costituzione (Ediesse 2017).

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.dailygreen.it/home/wp-content/themes/Newsmag/includes/wp_booster/td_block.php on line 353

LEAVE A REPLY