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E se il nascondino diventasse uno sport olimpico?

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Lo si può anche ammettere, tra le notizie fin qui pubblicate questa è di sicuro la più bizzarra. Sembra, infatti, che un noto professore giapponese docente di Scienza dello Sport abbia avuto la stravagante idea di proporre, al comitato organizzatore delle Olimpiadi di Tokio 2020, l’inserimento del “nascondino” tra le discipline olimpiche dimostrative. Sì proprio così, nessuno scherzo: il simpatico Yasuo Hazaki (questo il suo nome) vuole davvero riuscire a inserire il gioco più amato da milioni di piccole e grandi generazioni tra le discipline a “cinque cerchi”.

Il nascondino tra gli sport olimpici

A dirla tutta un bel po’ di follia in questo progetto sembrerebbe essercene ma non per il nostro fantasioso amico che, anzi, rincara la dose sottolineando come il nascondino sia uno sport a tutti gli effetti proprio perché basato su requisiti, universalmente riconosciuti appunto come sportivi, quali la corsa, l’agilità, la velocità, l’equilibrio, il gioco di squadra e l’intuito. Non solo: secondo il professore, rispetto alla stragrande maggioranza delle odierne discipline fatte ormai quasi di sola potenza e muscoli, il più popolare tra i nostri passatempi avrebbe anche il grandissimo vantaggio di poter essere praticato da tutti, a qualunque età e in qualunque luogo.

L’idea è del professor Hasaki

E che Hazaki non voglia minimamente perder tempo andando dritto dritto per la sua strada verso il proprio obiettivo ce lo conferma il fatto che ha già raccolto a suo sostegno più di mille adesioni e definito persino, grazie alla collaborazione di un piccolo comitato promotore, le regole di quello che sarà presto, a suo dire, il fiore all’occhiello di tutte le discipline olimpiche. Ecco le regole: due tempi da cinque minuti ciascuno, un campo non molto grande (50×50 mt) che potrà essere ricavato all’aperto (pensiamo a un bosco) o costruito ad hoc e due squadre da sette giocatori alternate nel darsi la caccia e nel nascondersi. Per l’eliminazione di ogni singolo atleta tutto sarà invece nel pieno rispetto della più antica e familiare tradizione visto che sarà sufficiente un semplice tocco dell’avversario. Pura follia? Magari sì o magari no. Di certo c’è solo una cosa: che un’idea del genere poteva essere solo giapponese. Mai dire Banzai!

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