Giovedì, 21 Agosto 2014 19:00

Cibi contaminati da metalli: le marche da evitare

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Un recente studio italiano ha dimostrato che molti alimenti contengono metalli pesanti. Si tratta di prodotti alimentari, regolarmente venduti in Italia e nel mondo, contenenti particelle di metalli pesanti altamente cancerogene e provenienti dal fumo di termovalorizzatori, nome nobile per definire  "inceneritori dei rifiuti".

I cibi con i metalli pesanti

Queste microparticelle vengono ritenute dai due scienziati di Modena responsabili dello studio,  più pericolose delle macroparticelle dei gas di scarico delle auto, perché entrano nel nostro sangue e si annidano negli organi rimanendovi per sempre, aumentando quindi il rischio di un cancro.

Come al solito in questi dibattiti si dice tutto e il contrario di tutto, ma in questo caso i due scienziati, pronti a giurare sulle loro scoperte, hanno comunicato alle aziende interessate i risultati delle loro analisi. Le aziende hanno preferito ovviamente non rispondere. E' nostro dovere quindi comunicarvi l'elenco che qui di seguito pubblichiamo, perchè possiate comportarvi  come meglio crediate. 

 

L'elenco degli alimenti sotto accusa

Ecco le marche ed i prodotti risultati positivi alle analisi sulla presenza di metalli pesanti:

1. PANE PANEM

2. CORNETTO SANSON

3. BISCOTTO MARACHELLA SANSON

4. OMOGENEIZZATI PLASMON AL MANZO/ AL PROSCIUTTO E VITELLO

5. CACAO IN POLVERE LINDT

6. TORTELLINI FINI

7. HAMBURGER MC DONALD

8. MOZZARELLA GRANAROLO

9. CHEWINGUM DAYGUM PROTEX PERFETTI

10. INTEGRATORI FORMULA 1 E 2 HERBALIFE

11. PANDORO MOTTA

12. SALATINI TINY ROLD (USA)

13. BISCOTTI OFFELLE BISTEFANI

14. BISCOTTI GALLETTI/GRANETTI/MACINE/NASTRINE DE MULINO BIANCO BARILLA

15. BAULETTO COOP

16. PLUMCAKE

17. GIORLETTO BISCOTTI

18. BISCOTTI RINGO PAVESI

19. PANE CARASAU I GRANAI DI "QUI SARDEGNA"

20. PANE CIABATTA ESSELUNGA

21. PANE MORBIDO MULINO BIANCO BARILLA

22. PANE ANGELI CAMEO

Lo studio venne condotto dal dott. Stefano Montanari e dalla moglie dott. Antonietta Gatti.  In questa vicenda intervenne anche Grillo che pubblicò una lista di alimenti nei quali i ricercatori avevano rinvenuto le particelle con i metalli. Accaddero, comunque, cose piuttosto strane. Perché la società privata per cui lavoravano, che possedeva il microscopio a loro disposizione, decise di trasferirlo all'università di Modena. Grillo intervenne di nuovo e, con una raccolta fondi, riuscì ad ottenere un nuovo microscopio per i ricercatori. Di nuovo si ripartì con le ricerche ma, ancora caso strano, il nuovo microscopio acquistato in particolare dalla onlus emiliana, l'associazione Carlo Bortolani, decise di donarlo ad un'altra università. Montanari del resto non ha potuto continuare nelle sue ricerche, ricerche che vennero effettuate con analisi a campione prendendo a caso dei prodotti negli scaffali. Il che vuol senza dubbio dire che la lista sopra citata è ben pù ampia in quanto, per esempio, non comprende alimenti presi da discount o prodotti importati.

On line si trova un mare di documentazione sulla vicenda. Ci siamo attenuti solo a riferire la notizia per darne visibilità. Ma si può approfondire il tutto non solo consultando il sito http://www.informarexresistere.fr ma anche il dossier on line sui metalli pesanti

Alcune delle fonti: 

http://www.informarexresistere.fr

http://politicainrete.it

http://ilfattaccio.org

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