Home C'era una volta Eddie Miller, il miglior sax tenore del mondo

Eddie Miller, il miglior sax tenore del mondo

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Il 23 giugno 1911 nasce a New Orleans, in Louisiana, il sassofonista e clarinettista Eddie Miller. Inizia a suonare giovanissimo nella sua città natale esibendosi con gruppi locali al Silver Slipper e alla Halfway House.

I primi successi con Dorsey e Pollack

Nel 1926 entra a far parte dei New Orleans Owls, un gruppo assai rinomato di cui fanno parte Bill Padron, Frank Netto, Armand Hug e Nappy Lamare. Trasferitosi a New York nei primi anni Trenta lavora con varie formazioni tra cui quella di Julie Wintz, prima di aggregarsi all’orchestra di Ben Pollack, una vera e propria All Stars che comprende Charlie Spivak, Yank Lawson, Benny Goodman, Matty Matlock, Gil Rodin, Jack Teagarden, Joe Harris, Gil Bowers, Nappy Lamare, Harry Goodman e Ray Bauduc. Più o meno contemporaneamente Eddie suona anche con l’orchestra dei fratelli Jimmy e Tommy Dorsey e con i Mound City Blue Blowers, il gruppo nel quale sono confluiti alcuni dei migliori elementi dell’orchestra di Pollack e nel cui contesto Miller emerge soprattutto come clarinettista. Dopo lo scioglimento della formazione di Pollack, pilotato da Gil Rodin, diventa un membro-fondatore della futura orchestra di Bob Crosby, costituita, sotto forma di cooperativa di musicisti, con elementi provenienti per la maggior parte appunto dalla disciolta formazione, che diventerà in breve tempo popolarissima. Proprio in questa orchestra si afferma come migliore sax tenore al mondo nei referendum indetti nel biennio 1939-1940 dalle riviste specializzate Down Beat e Metronome, soppiantando il suo grande rivale Bud Freeman.

Un freddo virtuoso o un talento innato e geniale?

Barry Ulanov scrive giustamente a proposito di Eddie Miller che «il sax tenore tipico degli anni Quaranta aveva una sonorità dixieland dal momento che proprio da Freeman e da Miller vennero quelle dolci e gorgoglianti frasi di sax tenore che centinaia di americani cercavano di imitare». Come tutti i solisti molto dotati tecnicamente e per di più in possesso di una voce strumentale troppo bella, Miller è stato sovente giudicato un freddo virtuoso che si compiace della propria bravura, ma egli in realtà suona splendidamente e con molto più swing di quanto possa apparire a un ascolto superficiale. Nel 1943 si trasferisce sulla West Coast dove forma una propria big band avvalendosi di molti ex crosbiani con la quale cerca di riproporre il caratteristico dixieland-swing inventato dall’orchestra di Crosby. Si associa poi ai Levee Loungers di Nappy Lamare e nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta torna a esibirsi con Bob Crosby nei più eleganti ritrovi di Las Vegas, Los Angeles e New York. Negli anni Sessanta suona anche con la formazione del clarinettista Pete Fountain, prima a Los Angeles e poi a New Orleans, dove Miller si è temporaneamente trasferito. Nel 1965 suona a Las Vegas a fianco di Red Nichols, nel 1967 effettua una tournée in Inghilterra con l’orchestra di Alex Welsh a fianco di Bud Freeman; nel 1969 partecipa al festival del jazz di New Orleans. Successivamente entra nella World Greatest Jazz Band di Yank Lawson e Bob Haggart. Nel 1981 partecipa al festival del jazz di Nizza con i ricostituiti Bob Cats di Bob Crosby. Muore l’8 aprile 1991.

 

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Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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