Home Eco Cultura “Estetica anestetica”, la mortificazione estetizzata delle generazioni del dopoguerra

“Estetica anestetica”, la mortificazione estetizzata delle generazioni del dopoguerra

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A cinquant’anni dalla rivoluzione del 1968 un libro di memorialistica storica “ESTETICA ANESTETICA” che abbraccia tutto il periodo che corre dal dopoguerra all’inizio degli anni di piombo (http://www.robinedizioni.it/nuovo/estetica-anestetica).

Il libro verrà presentato per la prima volta il giorno 14 novembre alle ore 18 alla libreria TODOMODO via Bellegra n. 46 – Roma (zona Villa Gordiani) Tel. 06/31079007 www.todomodonline.it. Presenteranno la giornalista e scrittrice Serena D’Arbela, il giornalista e presidente dell’Associazione Etica, Massimo De Simoni ed il fotografo Valter Sambucini autore della copertina del libro e della prefazione. Sarà presente l’autrice.

Nel libro si parla della mortificazione estetizzata delle generazioni del dopoguerra, in un periodo storico-sociale in cui iniziava la vera guerra commerciale ed il bombardamento dell’immaginario collettivo con nuovi accattivanti prodotti, anche addirittura stupefacenti, l’invasione delle plastiche e la distruzione dell’ambiente, l’ambiguità della Pop Art e dei media. Non a caso il libro inizia citando La società dello spettacolo di Guy Debord, che aveva già intuito come la spettacolarità anestetizzante sarebbe diventata “il cattivo sogno della società incatenata”.

Foto di Valter Sambucini

La narrazione passa, tra avvenimenti epocali, attraverso una realtà stratificata che copre molti segreti. Dagli anni ‘50/’60 il sesso e la procreazione, insieme alla terribile verità sulla recente guerra che l’Italia contadina aveva perso, insieme alla propria dignità, abbandonata all’interno di un’agonia lunghissima, per infine rivelare come l’occultamento riguardasse i servizi segreti, i Colpi di Stato, gli uomini di Mussolini ancora al potere e mai processati, il vero scopo degli attentati e l’uccisione di personaggi divenuti scomodi.

Il libro, progettato in forma di narrazione autobiografica, si inserisce nel periodo storico che va dal 1955 al 1971, cogliendo l’occasione della scoperta del mondo da parte della protagonista nata nel 1950. Sono quelli anche gli anni della Paura nucleare e dell’eclissarsi della Memoria, soprattutto quella della guerra e del regime mussoliniano ma sono anche gli anni dei primi attentati alla salute fisica e mentale, nel trionfo del narcisismo sterile, dell’avidità senza oggetto, verso il naufragio collettivo negli zuccheri, negli antibiotici a pioggia, nelle sofisticazioni alimentari che salirono alla cronaca pesantemente già nel 1959. Il Ministero della Sanità era stato appena creato ma la legge per disciplinare il Commercio con requisiti fiscali, sanitari e penali verrà varata solo nel 1971.

Foto di Valter Sambucini

La storia di vita della protagonista quindi corre parallela alle trasformazioni importanti del periodo storico preso in esame. Un lungo elenco che punteggia, in taglio quasi cinematografico, le sue scoperte e il suo forte desiderio di conoscenza … gli ultimi anni del dopoguerra ed il Boom economico, le invenzioni tecniche e scientifiche, gli anni di Plastica e quelli della Motorizzazione, la legge Merlin, la Tv delle calzamaglie nere, del Festival di Sanremo e dei giochi a premio, l’invasione violenta della Pop Art americana, della Coca Cola e della Barbie, la fine del Mito americano e la guerra del Vietnam, la diffusione dell’editoria tascabile, i Miti e la moda dei giovani, le importanti canzoni di denuncia politico-sociale e la diffusione delle chitarre per tutti (la Eko di Oliviero Pigini) la Rivoluzione mondiale del 1968 … In parallelo a fenomeni musicali come i Beatles ed i Rolling Stones, le Sette sataniche e la liberazione sessuale, i movimenti d’opinione, le crudeltà di fatti di cronaca e l’omofobia, la diffusione delle droghe ai suoi esordi …

l libro di Carla Guidi, nel capitolo Saponette, sangue e Coca Cola, riporta una famosa frase di G. Carlo Argan (dalla quale ha preso spunto per il titolo del libro) scritta in occasione della 32° Biennale di Venezia che nel 1964 consacrò, davanti al grande pubblico, la Pop Art americana, la sua avvenuta invasione culturale – “L’uomo massa è stupido e avido … non soffre, non gode … tutto ciò che può desiderare, è un tubo di dentifricio più grosso, enorme o un peperone più rosso, rossissimo. Così le cose gli crescono intorno, mentre l’umano si fa sempre più piccolo e finalmente scompare senza dolore, in anestesia totale: perché due cose sono inesorabilmente vietate nell’inferno terrestre, la memoria del passato e l’attesa del futuro.”  

In questo arco temporale preso in esame, è soprattutto fondamentale la variazione sociale nella percezione e gestione del Corpo in una progressiva emancipazione: il corpo sessuato, il corpo procreativo delle donne, il corpo nelle arti visive, in un simbolico tendenzialmente terapeutico posto in opposizione all’anestesia consumistica ed ipnotica dell’Immaginario. Però quest’ultima strada, sotto la supervisione americana, portò prevalentemente ad una commercializzazione di arte-spazzatura con una deriva nella violenta manipolazione del corpo anche da parte dell’estetica delle cliniche e delle diete. La protagonista, alla ricerca di risposte e forse per naturale sensibilità, finisce per indirizzarsi sempre più verso il mondo dell’arte, come produzione e ricerca personale, attraverso una critica impietosa dell’Immaginario anestetico che impara a riconoscere e leggere.

Carla Guidi – www.carlaguidi-oikoslogos.it – giornalista pubblicista, collabora con alcune testate e riviste periodiche ed è redattrice di questo giornale. Ha scritto alcuni libri sulla memoria storica quali Operazione balena – Unternehmen Walfisch (sul rastrellamento nazista del 17 aprile 1944 al Quadraro) giunto alla sua terza edizione; Un ragazzo chiamato Anzio, sulle vicende dello sbarco alleato del 1944. Al suo attivo anche alcune pubblicazioni di poesia Come le bestie (Onyx edizioni 2004) La pace che ci meritiamo (Onyx Edizioni 2008), Fatti ad immagine d’Io (Progetto E-Publishing: Reti Di Dedalus/Onyx Editrice dicembre 2016) infine ha curato, insieme a Massimo De Simoni l’antologia I poeti incontrano la costituzione – (Ediesse editore gennaio 2017).

Le foto dell’articolo, della copertina e la prefazione del libro sono di Valter Sambucini www.valtersambucini.ithttps://www.facebook.com/valter.sambucini.5

 

 


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