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Feltro; naturali contaminazioni e materia d’Arte

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Locandina di - Scultura in feltro/naturali contaminazioni

Giovedì 11 aprile 2019 alle ore 18.00, inaugurazione della mostra Scultura in feltro/naturali contaminazioni a cura di Lydia Predominato ed Eva Basile alla Galleria Sinopia di Raffaella Lupi. In mostra le opere di Tiziana Abretti, Eva Basile, Maria Cristina Bettini, Daniela Costanzo Giorgio, Marilù Cecchini,Valentina Dentello, Cristiana Di Nardo, Natascia Gasperoni, Barbara Girardi, Cinzia Li Volsi, Diana Poidimani, Laura Sassi, Claudio Varone, Esther Weber. All’interno della mostra opere di Alberto Bardi, Philippe Cardillo, Anna Romanello. La mostra si concluderà il 30 maggio 2019.

Sinopia Galleria si trova nel cuore di Roma (in via dei Banchi Nuovi, 21/b) e questa mostra si lega perfettamente alla sua vocazione multidisciplinare che, nel corso degli anni, ha già presentato eventi artistici con al centro, come protagoniste, la ceramica, il vetro e la stessa Fiber art (Arte tessile) facendo onore al dialogo, ma anche alle contaminazioni tra i diversi media culturali e gli stessi materiali, spingendo la ricerca e la sperimentazione là dove gli stili dei vari artisti si inoltrano nei percorsi dell’arte.

In questa mostra la dedica elettiva è verso un materiale, il Feltro, nato anticamente trattando la lana grezza con acqua calda e sapone, scoperto nei climi ostili dell’Asia, per combattere il freddo e garantire un maggiore isolamento, della stessa lana, dalle intemperie. Una contaminazione naturale, come dice il titolo di questa mostra, di una materia viva e reattiva, manipolandola al pari di legno e fango, per farne sculture morbide, espressive, elemento entrato a buon diritto, nell’ultimo decennio (anche se non possiede trama né ordito), nell’ambito della Fiber Art, corrente dell’arte contemporanea che ha avuto inizio in Italia con le avanguardie futuriste e raggiunto la sua autonomia visuo/linguistica alla Biennale Internazionale di Losanna del 1962.

Bisogna aggiungere che una delle qualità del feltro è la sua ecosostenibilità: è un materiale biodegradabile, che può essere riciclato e riutilizzato dando vita a nuovi oggetti. La predilezione per il feltro, qui dimostrata da questi artiste/i, invita a riflettere su come l’arte e il design possano aver un ruolo fondamentale nel ridisegnare stili di vita attenti all’ambiente, innovative pratiche ed abitudini sociali. Sinopia Galleria, da anni, conduce questa filosofia, portando avanti una ricerca su eco-materiali e metodologie artistiche che legano sostenibilità, gestione razionale delle risorse naturali, energie rinnovabili, abbattimento delle emissioni.

Nei primi giorni del mese di maggio, verrà presentata la collezione outdoor firmata Sinopia Landscape, a cura di Cloe Berni e Livia Ducoli: elementi di arredo pensati per l’esterno e ispirati alle cortecce degli alberi, dove forme spontanee rivelano un paesaggio all’interno degli spazi. Nella stessa giornata si terrà una dimostrazione della lavorazione del feltro. Per tutto il periodo espositivo sono previsti incontri, presentazioni di collezioni, laboratori, ecc.: il calendario degli eventi è consultabile sul sito di Sinopia Galleria. www.sinopiagalleria.com

Citiamo dal testo critico di Eva Basile

  • Nel lavoro di Cristiana Di Nardo le tecniche arcaiche sono rinnovate nella destinazione finale, ma non nella modalità esecutiva. La lana, cardata ma ancora nel colore naturale, viene infeltrita a mano, con manipolazioni attente, acqua tiepida ed un po’ di sapone. Stessa cosa avviene nel lavoro di Daniela Costanzo Giorgio e Barbara Girardi, qualche ciuffo di lana tinta industrialmente si aggiunge a quella naturale, ma il processo è lo stesso. Natascia Gasperoni feltra la lana e la combina con la polpa vegetale della cartapesta: pur così distanti, apparentemente, feltro e cartapesta sono aggregati di fibre, hanno una somiglianza materica fondamentale. Si sviluppano sul piano guadagnando la tridimensionalità i pannelli aggettanti di Claudio Varone, si ornano di foglia d’oro i contenitori di Laura Sassi. Tiziana Abretti arricchisce il suo lavoro con sali, in un connubio quasi alchemico: la sua è una tecnica personalissima, che coniuga le modalità tradizionali con proprie elaborazioni artistiche. Usano nastri in lana e ne accentuano le caratteristiche materiche inducendo l’infeltrimento, Mariacristina Bettini e Diana Poidimani. Cinzia Li Volsi invece feltra accuratamente ogni singolo elemento da aggregare nelle sue sculture grazie a reti e legami in materiali diversi. Esther Weber e Marilù Cecchini usano una delle tecniche sviluppate negli ultimi decenni: l’aggregazione di fibre su base intrecciata a telaio nota come “nunofeltro”. In Stripes, di quest’ultima artista, l’infeltrimento tradizionale ad acqua è sostenuto da interventi ad ago, un’altra tecnica sviluppata nelle comunità internazionali di feltrai. Nel lavoro di Valentina Dentello il ricamo in fili di cotone traccia impronte grafiche, su ‘fogli’ di feltro candido, nelle ‘mani’ di chi scrive, lana recuperata da vecchi materassi, riempie mani dipinte in pigmenti acrilici e colle viniliche …-

 E dal testo critico di Lydia Predominato:

  • Eva Basile è presente con un’opera storica del suo fare feltro. La sua “Sporca Dozzina” mantiene nel tempo il suo carattere ironico e assurdo. (…) C’è chi lavora il feltro in maniera tradizionale, chi lo fa brillare tramite inserti di cristalli di allume di rocca, chi lo ricama e chi lo usa per creare oggetti di design. Chi lo eleva fino a farlo divenire materia raffinata, chi crea oggetti supposti di uso comune ma che si tramutano in prototipi rivisitati. Tutte le opere rivelano un’ alta maestria di esecuzione e bisogna ricordare a questo proposito che il feltro non è una materia semplice da trattare.

MARIA CRISTINA BETTINI. Impegnata nello studio delle arti grafiche e visive, presenta in mostra “Terra/aria”, un abito/scultura da sogno che mira a catturare il nostro interesse lanciando i suoi “tentacoli”. La materia di quest’opera è quella dei sogni e l’osservatore si lascerà catturare facilmente; al corpo viene data forma dall’abito stesso che prende sostanza e rilievo proprio per questo suo compito evocatore. Il corpo è pensato, ma non c’è, ed è questa ambiguità di presenza/assenza che coinvolge e rende dinamica la fruizione di quest’opera.

 

 

 

BARBARA GIRARDI. Da lungo tempo attiva nell’ambito del feltro, sia come docente che come artista di questo specifico materiale, ha creato un’opera che offre possibilità performative e di sensibilizzazione materica. Chi vorrà, potrà entrare realmente nella dimensione di questo bizzarro copricapo appeso nel vuoto ed entrare in sintonia con i messaggi di singolare matericità ed occupazione spaziale offerti dall’opera. “Waterfall” invita l’osservatore a lasciarsi trasportare e vivere una dimensione immersiva analogica, fatta di colori, profumi e matericità reali che evocano sensazioni acquatiche purificanti.
(Foto di Giulia Iaconutti)

 

CINZIA LI VOLSI. Diplomata in Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, all’origine dei suoi lavori, c’è la fascinazione per le forme naturali, viste, filtrate attraverso la memoria, anticipate, puramente immaginate. Segue la curiosità per i materiali: il feltro, materiale di derivazione organica che preserva il calore e quindi consente la vita. La considerazione della natura, in un mondo assediato dalla tecnologia e dalla crisi ecologica, diventa un tema sensibile non disgiunto dall’idea di una possibile catastrofe. Un senso di perdita e di abbandono, ma anche di rinascita e rigenerazione in forme e modalità nuove, seppure inquietanti, è il ciclo che queste opere invitano a esplorare.

 

EVA BASILE. Artista tessile di fama internazionale, designer e docente presso l’Accademia Koefia, presenta in mostra “The Dirty Dozen. Matthew 26:45”. L’opera nasce da una interazione, da tante conversazioni con Luciano Ghersi e da una foto vista su un giornale femminile che ritraeva una attivista ambientalista con le mani sporcate da una fuoriuscita di greggio. Daryl Hannah, attrice ed attivista ambientalista, alzava la sua mano sporca di greggio, dopo averla immersa nelle acque inquinate da trent’anni di estrazioni indiscriminate. Il petrolio e le tragedie legate alla sua estrazione sono lontani, e forse per questo il contrasto fra il mondo ‘così com’è’ e quello che “potrebbe essere” è stridente.

INFO

Scultura in Feltro/naturali contaminazioni –

Inaugurazione 11 aprile 2019 ore 18.00. Fino al 30 maggio 2019
Sinopia Galleria, via dei Banchi Nuovi, 21/b – Roma -06 6872869 – 347 3737656 –
Orari: dal martedì al sabato dalle 10.30 alle 19.30 – lunedì su appuntamento, domenica chiuso

info@sinopiagalleria.comwww.sinopiagalleria.comwww.facebook.com/sinopiagalleriawww.instagram.com/galleriasinopia

www.melaseccapressoffice.it

 

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Carla Guidi
Giornalista (pubblicista) iscritta ODG Lazio, ho collaborato per più di 10 anni con il settimanale (in cartaceo) Telesport, adesso con alcune testate e riviste periodiche, tra queste Abitare a Roma, il Paese delle donne, Malacoda, Lazio ieri ed oggi e Daily Green. Ho scritto alcuni libri sulla memoria storica quali Operazione balena - Unternehmen Walfisch sul rastrellamento nazista del 17 aprile 1944 al Quadraro, giunto alla sua terza edizione (Edilazio 2013); Un ragazzo chiamato Anzio sulle vicende dello sbarco alleato del 1944, alla sua seconda edizione (Onyx 2005/A.Sacco 2013). Infine l’ultimo in ordine di tempo, Estetica anestetica - Il corpo, l’estetica e l’immaginario nell’Italia del Boom economico e verso gli anni di Piombo (Robin edizioni 2018). Al mio attivo anche alcune pubblicazioni di poesia Come le bestie (Onyx edizioni 2004) La pace che ci meritiamo (Onyx Edizioni 2008), Fatti ad immagine d’Io (Progetto E-Publishing Reti Di Dedalus/Onyx Editrice dicembre 2016) infine ho curato, insieme a Massimo De Simoni l’antologia “I poeti incontrano la costituzione” (Ediesse editore gennaio 2017). Docente di Disegno e Storia dell’Arte, mi sono occupata anche di Computer Art dal 1981 e mie immagini sono state pubblicate nel volume “Computer image” di Mauro Salvemini (Ed. G.E.Jackson, 1985). Ho gestito una galleria d’Arte negli anni ‘70/’80 ed ho organizzato in seguito varie mostre, manifestazioni e convegni. Dal 1975 mi sono occupata anche di psicoanalisi e dal 1982 sono stata accettata dalla “Società italiana di psicodramma analitico”- SIPSA - in qualità di membro titolare. In seguito ad una formazione quinquennale con trainer internazionali, ho svolto attività di collaborazione presso la Società Medica italiana di Analisi Bioenergetica – SMIAB e sono divenuta membro titolare dell’ “International institute for Bioenergetic analisys” di New York rimanendo iscritta fino al 1995. Attualmente sono stata invitata più volte a relazionare a Convegni Nazionali ANS alla Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione, (Uni Roma 1 Sapienza, via Salaria 113) dal 9 giugno 2016 all’ultimo in ordine di tempo (del 07/12/2017) dal titolo Dal Villaggio globale alla crisi del Senso di appartenenza nazionale.

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