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Fukushima: radioattività, quali dati?

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Quanta radioattività è uscita e sta uscendo da Fukushima? I governi di quasi tutto il mondo lo sanno ma non lo dicono. E’ questo quanto si intuisce dall’appello degli scienziati che lavorano al Ctbto, l’organismo internazionale che sorveglia la radioattività nell’atmosfera, affinché vengano resi di pubblico dominio i dati che lo stesso Ctbto ha comunicato ai governi.

Fukushima e il Ctbto

Il Ctbto è nato per individuare i test di armi nucleari. La sua rete di sensori, sparsa in tutto il mondo, è in grado di rilevare e misurare con precisione le fonti di radioattività e la loro intensità, Fukushima ovviamente compresa. Tuttavia il Ctbto comunica le informazioni esclusivamente agli Stati membri. Non alla comunità scientifica, non al pubblico. Gli scarsi ed episodici dati precisi sulla radioattività proveniente da Fukushima sono stati calcolati a partire appunto dai rilievi effettuati dal Ctbto. Il resto sono sono stime giapponesi.
 Grazie ai dati del Ctbto l’Austria rese noto al mondo che i primi quattro giorni di Fukushima valevano già mezza Chernobyl. Successivamente, sempre dai dati del Ctbto, la Germania pubblicò un grafico che metteva a confronto il “fallout” di cesio radioattivo su Takasaki (a 200 chilometri di istanza da Fuluskima) e sulla Germania ai tempi di Chernobyl.  Punto, stop, finito. Nient’altro è stato divulgato: eppure i dati ci sono. Il che vuol dire che, in mancanza di dati, quel che arriva dai media sono solo “stime” delle autorità giapponesi.  Oltretutto contorte, parziali, reticenti.

L’appello di Nature News

In questo contesto si situa l’appello pubblicato dal prestigioso Nature News: gli scienziati del Ctbto chiedono ai Governi di rendere pubblici i dati ricevuti dallo stesso Ctbto, per consentire ai ricercatori di tutto il mondo di usarli, il che perché dalle loro analisi possono venire elementi utili a migliorare le prestazioni del Ctbto .
Fra i Paesi membri del Ctbto c’è l’Italia. Ci sono il Giappone (i cui cittadini sono in preda apaure e confusione) gli Stati Uniti, la Cina, la Russia e altri ai quali, più o meno diluito, arriva il fallout di Fukushima. Quando le informazioni scientifiche vengono deliberatamente taciute ogni sospetto è lecito, anche il peggiore. Perché non vengono resi pubblici i dati di Fukushima, dobbiamo pensare che la realtà sia più fosca di ogni possibile immaginazione? Su “Nature News” i ricercatori chiedono che i dati sulla radioattività vengano resi pubblici. Che lo siano.

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