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Gazpacho andaluso

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Gazpacho

Gazpacho andaluso

 

Il nome è altisonante e richiama immediatamente atmosfere esotiche, schitarrate flamenche e persone vestite in maniera bizzarra che utilizzano i tavoli per ballarci sopra invece di mangiare. Nell’amara realtà – almeno quanto a ingredienti – è praticamente una “panzanella”, con l’unica differenza che quest’ultima è solida, mentre il gazpacho è liquido e ha un sapore più grato e soddisfacente. Olè!

 

Ingredientes por quatros personas:

300 gr di pane scuro raffermo, privato della crosta e messo ad ammollare

5 grossi pomodori maturi

1 o 2 cipolle rosse di Tropea

2 cetrioli medi, sbucciati

Aceto q.b.

3 peperoni verdi o gialli

Olio extra vergine di oliva q.b.

Sale q.b.

Pepe q.b.

Peperoncino q.b.

E per il seguito:

1 cetriolo a dadini

1 patata lessata a dadini

PeperoniScolate il pane e passatelo nel passaverdure (se provate a metterlo nel frullatore, vi taglio le mani!) insieme ai pomodori spezzettati, alla cipolla affettata, ai peperoni a strisce e al cetriolo affettato, raccogliendo il risultato in una zuppiera.

Aggiungete cucchiaiate prudenti di aceto, sempre rimestando e assaggiando, fino ad ottenere il sapore giusto, che non deve essere troppo acido.

Tenete presente anche che l’insieme deve risultare piuttosto liquido.

Aggiungete sale, olio, un niente di pepe o di peperoncino e mettete a riposare in frigo per qualche ora.

Impiattate guarnendo con dadini di patata e cetriolo.

Gazpacho andaluso

 

 

 

 

 

 

Tegame di scrittore non ancora bollito è il titolo del manuale di cucina che Niky Marcelli ha pubblicato tempo fa. In questo spazio pubblichiamo ricette originali create da lui, o da suo padre Augusto, che gli ha trasmesso – oltre alla passione per la scrittura – anche quella per la cucina.

Troverete anche ricette tradizionali o loro più o meno libere reinterpretazioni, sia di cucina regionale, che nazionale, che internazionale. Insomma, una fricassea, un pot-pourri, un – per usare un anglicismo – medley (o, ancor più appropriatamente, un melting pot) di piatti inventati di sana pianta, rielaborati da ricette tradizionali, o imparati-copiati in giro per l’Italia e per il mondo.

Tegame

 

 

 

 

 

 

 

Tegame di scrittore non ancora bollito è disponibile in E-book a 2,99 su tutti i principali portali on line.

 

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Niky Marcelli, giornalista e scrittore, è nato a Milano ma si è trasferito quasi subito a New York e successivamente a Roma, dove ha risieduto fino al 2004, prima di coronare la sua vecchia aspirazione di andare a vivere in campagna. Cronista investigativo e critico di spettacolo, è stato uno dei «padri fondatori», nonché caporedattore, del settimanale satirico e di controinformazione «La Peste», per il quale ha firmato numerose inchieste. Ha collaborato successivamente con i quotidiani «L’Umanità», «Il Giornale d’Italia», «L’Avanti», «Libero»; con i periodici «Audrey», «Avvenimenti» e con molte trasmissioni di successo della Rai, tra cui «Via Teulada 66», «Piacere Rai Uno», «In Famiglia», «Domenica In». Come autore ha firmato nel 1993 il primo varietà prodotto e trasmesso dall’allora Tele Monte Carlo: «Specchio delle mie brame» - in collaborazione con l'agenzia Elite di John Casablancas - e, in teatro, la commedia «Capolinea», rappresentata con successo nelle stagioni 1997/98 e 1998/99. Nel 2003, per i tipi di Maretti, è uscita la sua raccolta di racconti «Sotto la pergola del bar che non c’è più». Dal 2004 al 2007 ha diretto l’agenzia web «Lo Sport». Dal 2003 al 2010 ha collaborato con il settimanale di satira politica «Veleno». Nel 2013, per i tipi di TEKE, è uscito il suo giallo “L’Ultimo Swing”. Nel mese di luglio 2015, sempre per i tipi di TEKE, pubblica il romanzo “La Contessa Rossa”. A maggio 2016, pubblica in e-book, la raccolta di racconti “Il senso di Giulio per Camilla” e il manuale di cucina “Tegame di scrittore non ancora bollito”.

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