Home C'era una volta Georges Arvanitas, il pianista di Marsiglia

Georges Arvanitas, il pianista di Marsiglia

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Il 13 giugno 1931 nasce a Marsiglia il pianista George Arvanitas. Inizia prestissimo a studiare musica e si dedica al jazz.

Grandi qualità

Proprio nei club della sua città natale ha l’occasione di farsi le ossa suonando con personaggi di primo piano come Don Byas, Buck Clayton, James Moody. Nel 1952 arriva a Parigi si fa notare per le sue qualità suonando con la maggior parte dei musicisti statunitensi di passaggio nei più famosi ritrovi degli appassionati di jazz come il Club St. Germain, il Trois Mailletz, il Tabou o il Blue Note.

Il Prix Django Reinhardt

Sia da solo sia in trio con Charles Soudrais e Jaky Samson svolge un’intensa attività tanto nei club della capitale francese che sui palcoscenici di provincia. Nel 1959, l’Accademia del Jazz gli conferisce il Prix Django Reinhardt. Nei primi anni Sessanta se ne va negli Stati Uniti per la prima volta. Apprezzato anche oltreoceano ci tornerà più volte nel corso della sua carriera e soggiornerà a lungo a New York. Muore il 25 settembre 2005 nella regione parigina.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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