Home C'era una volta Gino Latilla: per la tonalità fate pure voi!

Gino Latilla: per la tonalità fate pure voi!

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Il 7 novembre 1926 nasce a Bari Gino Latilla. Suo padre è Mario Latilla, uno dei cantanti più popolari degli anni Trenta e il piccolo fin da bambino si ritaglia piccole esibizioni di contorno negli gli spettacoli di varietà.

Da cantante a dirigente RAI

Nel 1948 debutta come cantante al Teatro Manzoni di Bologna. Partecipa anche un provino alla RAI di Torino dove viene bocciato dal maestro Cinico Angelini. La delusione per il risultato negativo non lo scoraggia. Ottiene altre scritture alcune delle quali lo portano a cantare all’estero, in particolare in Germania e negli Stati Uniti. Nel 1952 il maestro Angelini torna sulla sua decisione e gli apre le porte delle sua orchestra dove si esibisce in duetto con Carla Boni, destinata a diventare la sua compagna anche nella vita. Con gli altri cantanti della scuderia Angelini è tra i protagonisti delle prime edizioni del Festival di Sanremo, manifestazione che vince nel 1954 con Tutte le mamme in coppia con Giorgio Consolini. All’inizio degli anni Sessanta, quando sulla scena musicale italiana irrompono nuovi protagonisti e nuove mode sceglie di mettere a frutto i suoi studi extramusicali e lascia il mondo dello spettacolo per diventare dirigente RAI. Dopo mille rifiuti e altrettante smentite su un ritorno alla canzone negli anni Ottanta cede alle pressioni di chi lo invita a tornare sui suoi passi e, dopo aver fatto parte del gruppo Quelli di Sanremo, con Nilla Pizzi, Giorgio Consolini e Carla Boni, continua a esibirsi saltuariamente in spettacoli improntati alla nostalgia.

I quattro moschettieri

Con Achille Togliani, Nilla Pizzi, e Carla Boni, è uno dei “quattro moschettieri”, gli interpreti di maggior successo della straordinaria squadra di solisti vocali dell’orchestra di Cinico Angelini, considerata non a torto la più grande “macchina di successi” degli anni Cinquanta. In quel periodo, dopo la contrapposizione aspra dell’immediato dopoguerra, la canzone ritmica derivata dallo swing e quella melodica più tradizionale sembrano trovare una sorta di punto d’incontro in un nuovo genere che i critici ribattezzeranno “melodico moderno” ma che in realtà raggruppa stili e soluzioni ritmiche spesso molto diverse tra loro, dallo slow al fox, dalla rumba al paso doble, alla beguine ecc. Finisce l’epoca della specializzazione e ne inizia una nuova in cui il cantante non è più soltanto un mero esecutore alla pari tutti gli strumenti che compongono l’orchestra ma assurge al ruolo di interprete principale. Gino Latilla ha le caratteristiche necessarie per affermarsi. Dotato di una voce dall’intonazione naturale con grandi capacità d’estensione nel corso degli anni si è applicato nello studio fino a divenire uno degli interpreti italiani più preparati tecnicamente. Si dice che quando un gruppo o un solista trovatosi occasionalmente ad accompagnarlo gli chiedeva quale tonalità preferisse rispondeva: «Fate voi quella che preferite o che vi viene meglio!». Muore a Firenze l’11 settembre 2011.

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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