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Grazie al grafene più energia pulita

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Realizzare energia pulita con l’idrogeno sarà più semplice anche grazie al Grafene, il materiale più sottile al mondo. Questo materiale, composto di fogli ultrasottili addirittura con lo spessore di un atomo, possono ora essere usati per migliorare le celle a combustibile trasformando l’idrogeno in energia.

Dall’idrogeno più energia pulita grazie al Grafene

E’ stato il gruppo coordinato da Andre Geim, dell’universita’ britannica di Manchester che nel 2010 ha vinto il Nobel per la scoperta del grafene, a dimostrare che proprio il grafene si può utilizzare come membrana per far passare gli ioni (le particelle cariche elettricamente) di idrogeno. Una proprietà sorprendente proprio perché può essere utilizzata nelle celle a combustibile a idrogeno e, soprattutto, per generare energia più pulita. Da questo processo l’unico scarto che si produce infatti è l’acqua, come riporta la rivista Nature.

Scarti puliti dal nuovo materiale

Nel processo con il quale si genera corrente elettrica nelle celle a combustibile è fondamentale proprio il passaggio degli ioni di idrogeno tra i due elettrodi catodo e anodo che avviene attraverso una membrana, spiega Vittorio Pellegrini direttore del Centro Grafene (Graphene Labs) dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit).

Attualmente, parlando all’Ansa, ”nelle celle a combustibile le membrane sono di un materiale chiamato naflon che hanno l’inconveniente di generare resistenza elettrica durante il passaggio degli ioni di idrogeno che le fa scaldare e degradare”.

Il Grafene ha proprietà uniche

Le proprietà del grafene sono innumerevoli: innanzitutto è più selettivo del neflon, vale a dire che riesce a far passare solo gli ioni di idrogeno e non gli elettroni per esempio, inoltre non genera resistenza elettrica e quindi la vita di queste membrane è più lunga delle altre.

I ricercatori hanno dimostrato, inoltre, che la proprietà del grafene, appena scoperta, è una proprietà comune ad altri materiali simili con la stessa struttura cosiddetta a nido d’ape, come, per esempio, il nitruro di boro.

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