Home Green World Ricerca sulla bellezza: i polli preferiscono Brad Pitt

Ricerca sulla bellezza: i polli preferiscono Brad Pitt

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La notizia è di quelle che scottano: i polli amano la bellezza e preferiscono gli esseri umani di bell’aspetto. A questa brillante conclusione sarebbe giunto un gruppo di ricercatori svedesi. Lo studio vorrebbe mettere in evidenza che la bellezza ha poco a che fare con le convenzioni sociali: ci sarebbe qualcosa di geneticamente predisposto, o quantomeno ben radicato nel nostro essere che ci porterebbe a dare importanza alla bellezza.

Non sarebbe, dunque, una questione sociologica, bensì biologica.

I ricercatori svedesi, dopo aver raccolto una batteria di polli inconsapevoli, hanno provveduto ad “addestrarli” nel fornire una risposta a dei volti definiti “medi” di donne e uomini. Successivamente ai pennuti sono stati mostrati altri volti e gli scienziati hanno conteggiato le loro beccate su ogni immagine. Il movimento del becco, dunque, è stato elevato al rango di unità di misura della bellezza!

La bellezza è un fattore innato?

I ricercatori hanno constatato che l’ordine di preferenza dei polli era uguale a quello espresso da un gruppo di studenti universitari ai quali era stato chiesto di dare un ordine alle immagini sulla base dell’aspetto delle facce ritratte. Si potrebbe dire che non esiste diversità di vedute tra i polli e gli studenti universitari utilizzati nella ricerca! Questa corrispondenza porterebbe a dire che la bellezza è, in parte, un qualcosa di innato.

Un’altra spiegazione fornita da altri scienziati è quella secondo la quale l’individuo sarebbe portato per istinto a scegliere il partner più bello, semplicemente perché questo avrebbe maggiori probabilità di mettere al mondo una prole più in salute. Un diverso orientamento, invece, è quello che sostiene che la valutazione della bellezza avrebbe uno scopo di natura “predatoria”, vale a dire che aiuterebbe nella scelta del soggetto più debole del branco e quindi più facile da sottomettere.

Il concetto di bellezza cambia in relazione al contesto e alle relazioni sociali

Ma c’è un’ultima spiegazione che mette in dubbio le precedenti: la bellezza negli esseri umani sarebbe un’idea costruita attraverso l’esperienza culturale degli individui. Nulla, dunque, sarebbe innato, ma semplicemente definito sulla base di visioni del mondo che cambiano nel tempo in base al contesto e alle relazioni sociali. La bellezza è, quindi, un fatto umano non assoluto e non riconducibile ad un unico parametro.

 

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