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Harlem Globetrotters, promotori di diritti umani

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Harlem Globetrotters

Il festeggiamento del 90esimo compleanno degli Harlem Globetrotters li conduce nuovamente in tournée nel nostro Paese. I giganti della palla sono pronti a riportare nella città eterna la magia che lo scorso maggio stregò anche Papa Francesco. I mitici Harlem Globetrotters, infatti, sono attesi a Roma giorno 29 maggio, precisamente presso il Pala Tiziano alle ore 18:30, con il loro singolare spettacolo di pallacanestro, basket artistico che combina un’impattante destrezza acrobatica circense, con gag e spruzzate di comicità a tutto raggio.

Lo spettacolo del basket a stelle e strisce

Gli Harlem Globetrotters hanno conquistato il mondo intero abbattendo barriere culturali e sociali, partendo dal noto quartiere afro-americano di Manhattan, New York, la Strada 155 da cui nasce anche il loro stesso nome d’arte: i “Giramondo di Harlem”. Gli eroi della storia del basket, di cui hanno fatto parte anche celebri campioni della NBA, sono allenatissimi sia nel loro sport che artisti professionisti “fuori dal campo”, veri attori sempre pronti a coinvolgere il pubblico con spettacolari incursioni di stile.

Dailygreen è andato a conoscerne personalmente due di loro: Buckets Blakes e El Gato Melendez. Scopriamoli più da vicino.

Buckets Blakes, un giocatore da record

Buckets Blakes di Phoenix ha realizzato il suo primo canestro facendo un buco nel cappello del padre e tirandovi dentro una pallina da tennis. Buckets ha giocato anche a football, e si è laureato in psicologia, ma oggi resta un grandissimo giocatore di pallacanestro che detiene il record del mondo per il maggior numero di canestri in sottomano in un minuto da metà campo. Questa è la sua 14esima stagione con gli Harlem Globetrotters, che ama e con cui non smetterebbe mai di lavorare.

El Gato Melendez, unico latino-americano

El Gato Melendez è alla sua terza stagione e proviene da una famiglia di corridori. Da piccolino, per arrivare al campo da basket, ha seguito dei gatti che correvano attraverso un campo di canne di zucchero scoprendo una scorciatoia. A furia di arrivare sul campo sempre in compagnia dei felini pronti a seguirlo, gli amici hanno cominciato a chiamarlo El Gato. Come latino americano (è l’unico portoricano del gruppo), è fonte d’ispirazione per tutti i ragazzi, dimostrando sempre che i sogni si possono realizzare.

Harlem Globetrotters, un messaggio di pace

Nati da un’idea di Abe Saperstein, quando i giocatori di colore non erano accettati nella Lega statunitense, gli Harlem Globetrotters sono famosi sia per la loro ‘vena showman’ ma anche, e soprattutto, per la loro determinazione nel promuovere pace, fratellanza, solidarietà, speranza e diritti umani attraverso l’ironia, l’altruismo e un costante sorriso.

Gli Harlem Globetrotters hanno, infatti, sempre considerato l’impegno sociale una priorità della loro missione, stemperando più volte tensioni politiche e addirittura militari di carattere internazionale con la loro semplice opera di bene.

Salvare il Pianeta, un’urgenza collettiva

Abbiamo domandato ai due campioni quale fosse il loro rapporto con il ‘green’:

Buckets: “Credo che il rispetto per l’ambiente e per il nostro pianeta sia fondamentale per tutti. Penso che le persone siano così assorbite dai ritmi frenetici della loro vita quotidiana, sempre alla ricerca di soldi per sopravvivere, che dimenticano piccole cose basilari come la cura verso un’attenta raccolta differenziata e la necessità di auto elettrice; credo nell’importanza del riciclaggio dei rifiuti, come del riciclo d’energia. L’ecologia è molto importante, tutti noi viviamo in questa terra, non importa in quale parte del mondo abiti, da quale Paese provieni, e con quale background. Tutti dobbiamo guardare con rispetto al pianeta che ci ospita”.

El Gato: “E’ molto importante ricordarci che dipendiamo tantissimo dal nostro pianeta, l’inquinamento è adesso ormai così vasto che stiamo lentamente uccidendo il nostro stesso habitat. È imminente trovare soluzioni migliori per il riciclaggio e l’energia solare, allontanare il più possibile tutte le forme d’inquinamento atmosferico. Sarebbe una cosa bellissima se il mondo si mettesse d’accordo nella grande e urgente missione collettiva di salvare il pianeta terra”.

Ringraziamenti: Gianluca Meola, Davide Marostica e Filippo Maffiotti (Shot Events), Flavio Finozzi (Eurobasket Roma-Polisportiva Città Futura)

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