Home Green World I pesci si muovono grazie ad un sesto senso

I pesci si muovono grazie ad un sesto senso

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Anche i pesci sono provvisti del mitico e, a quanto pare, infallibile sesto senso. Ok, ma come funziona? Un recente studio condotto da alcuni ricercatori della New York University e dell’Università della Florida, ha rivelato l’esistenza di un sistema complesso di sensori dislocati in varie parti del corpo del pesce e che funziona come un’antenna della “TV”.

Alcuni sensori nei pesci si comportano come un’antenna

Grazie a questa specie di “antenna” i pesci riescono a captare segnali elettromagnetici e a controllare i flussi d’acqua e l’ambiente in cui vivono. Questi sensori, ubicati in diverse parti del corpo, permettono al pesce di muoversi aggirando gli ostacoli, anche senza l’ausilio della vista.

Leif Ristroph, uno degli autori dello studio e professore presso il Courant Institute della facoltà di Scienze Matematiche della New York University, ci spiega che “la rete di questi sensori è come ‘un’antenna idrodinamica’ che permette ai pesci di recuperare i segnali sul flusso dell’acqua e di utilizzare le informazioni ricevute in diversi comportamenti”.

Questi sensori nei pesci recuperano informazioni dal flusso d’acqua

Prima della ricerca gli scienziati pensavano che questi sensori si trovassero lungo la linea laterale del pesce. I risultati del nuovo studio pubblicato sull’American Physical Society, hanno dimostrato che il sistema di canali è invece concentrato nelle parti del corpo dove si verificano forti variazioni di pressione. Il sistema di canali del pesce è progettato per rilevare segnali elettromagnetici e per essere sensibile alle variazioni di pressione.

I ricercatori hanno creato una trota di plastica alla quale hanno applicato diversi marcatori luminosi per rilevare la velocità dell’acqua. Attraverso vari esperimenti in cui hanno riprodotto reali condizioni acquatiche e cambiamenti nel flusso dell’acqua, hanno potuto esaminare la posizione dei canali in relazione alle variazioni di pressione dell’acqua.

La scoperta grazie a modelli di pesci artificiali

La registrazione di questi dati è stata resa possibile, per la prima volta, grazie all’impiego di modelli di pesci artificiali, costruiti con l’aiuto di un tassidermista.

James Liao, dell’Università della Florida, ha dichiarato infatti, che sarebbe stato impossibile effettuare lo stesso studio con un pesce vivo. “Se avessimo applicato dei sensori di pressione su un pesce vivo, questi non si sarebbe mai comportato naturalmente. Il nostro è stato un modo creativo di utilizzare tecniche di ingegneria e fisica per rispondere a delle domande di biologia”, ha aggiunto il professor Liao.

La ricerca è stata sostenuta dalla National Science Foundation, dal National Institutes of Health e dal Dipartimento dell’Energia.

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