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Il futuro dell’elettronica? Idrosolubile

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Il futuro dell’elettronica sarà caratterizzato da innumerevoli novità visto che un team di scienziati diretto da Suk-Won Hwang, dell’università americana dell’Illinois a Urbana– Champaign, ha saputo renderla biodegradabile. La scoperta è molto importante perché permetterà di eliminare tutti quei dispositivi molto inquinanti, come i cellulari, a cui nessuno, oggi, sa rinunciare.

Chip idrosolubili, il futuro dell’elettronica

Spazio, quindi, all’elettronica transitoria, ossia a innovativi dispositivi creati con materiali biodegradabili. Fiorenzo Omenetto, scienziato italiano che fa parte del team di ricerca, ha affermato: “questi dispositivi sono l’esatto opposto dell’elettronica convenzionale i cui circuiti integrati sono progettati per una stabilità fisica ed elettronica a lungo termine, anche se offrono prestazioni altrettanto elevate”.

I sistemi elettronici ad alte performance sono formati da fogli ultra sottili in silicio, di uno spessore talmente ridotto da far sì che si dissolvano completamente dopo qualche giorno di immersione in fluidi biologici. Insieme con conduttori e isolanti solubili, a base di magnesio e ossido di magnesio, questi materiali possono essere impiegati per una vasta gamma di oggetti elettronici.

La squadra ha realizzato transistor, diodi, sensori per temperatura, celle fotovoltaiche e anche semplici fotocamere digitali: tutti in materiali biocompatibili e idrosolubili. I ricercatori rivestono i dispositivi di seta. La struttura della seta determina il tempo di dissoluzione del gadget: minuti, giorni, settimane o, potenzialmente, anni.


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