Home C'era una volta Il primo volo del Jefferson Airplane

Il primo volo del Jefferson Airplane

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Nell’estate del 1965 la città di San Francisco è un immenso laboratorio musicale. La città più europea degli Stati Uniti vive uno straordinario fermento creativo e culturale in cui si mescolano le utopie delle comunità hippy, i figli dei fiori con la loro idea di “rivoluzione dell’amore”, i primi gruppi più politicizzati in cerca di sbocchi radicali, gli spinelli e la psichedelia.

Si suona di tutto e ovunque

Nei mille ritrovi improvvisati si suona di tutto, dal folk elettrico al blues più nero, al jazz, mentre i gruppi nascono e muoiono come i funghi nel sottobosco di un caldo settembre. In questo clima nessuno presta molta attenzione al gruppo in cartellone il 13 agosto 1965 al Matrix Club, uno dei tanti locali alternativi della città. Sono i Jefferson Airplane, la band destinata a rappresentare per San Francisco quello che i Beatles sono stati per Liverpool: la sintesi più alta di un crogiolo di esperienze passato alla storia con il nome di “San Francisco sound”.

I tre fondatori

La storia del gruppo è iniziata pochi mesi prima per iniziativa di tre personaggi molto conosciuti nei localini alternativi della città: il cantante e poeta Marty Balin, l’occhialuto chitarrista Paul Kantner, un tipo singolare reduce da un’esperienza nell’entourage dei Byrds, e Jorma Kaukonen, anch’egli chitarrista, appassionato di blues e con all’attivo una breve militanza nel gruppo di Janis Joplin. I tre, decisi a dar vita a un gruppo musicale, l’hanno completato con il bassista Jack Casady, il batterista Skid Spence e la cantante Signe Anderson. Con questi sei componenti i Jefferson Airplane esordiscono il 13 agosto 1965 di fronte al pubblico del Matrix. La storia del gruppo è, però, solo all’inizio. La formazione subirà una rapida evoluzione nel giro di pochi mesi. Skip Spence se ne andrà con i Moby Grape e verrà sostituito da Spencer Dryden, mentre Signe Anderson lascerà il suo posto a Grace Slick, l’ex modella ed ex cantante dei Great Society destinata a diventare un personaggio chiave nella vita e nel successo della band. Rapidamente la popolarità dei Jefferson Airplane supererà i confini di San Francisco fino a farli diventare un punto di riferimento fondamentale per un’intera generazione.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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