Home C'era una volta Jacqueline François, mademoiselle de Paris

Jacqueline François, mademoiselle de Paris

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TV "Zaterdagavondaccoorden". Franse chansonniere Jacqueline François *14 januari 1962

Il 30 gennaio 1922 nasce a Neuilly-sur-Seine Jacqueline Guillemautot, destinata a divenire, con il nome d’arte di Jacqueline François, una delle interpreti femminili di maggior successo nell’ambito della “chanson de charme”.

La ragazza ha talento

A differenza di molte altre protagoniste della scena musicale dell’epoca lei non ha alle spalle un’infanzia particolarmente difficile. Nei primi anni di vita non conosce la miseria e la sua famiglia, pur non vivendo nel lusso sfrenato, non le fa mancare niente. «La ragazza ha talento per la musica». La frase dell’insegnante di pianoforte non è originalissima, ma è sufficiente per convincere i coniugi Guillemautot a spendere una parte delle loro risorse per assecondare il talento musicale della loro figlia Jacqueline. Oltre alle canzoni ascoltate alla radio sono i tasti bianchi e neri di un pianoforte lo strumento principale del suo rapporto con le note, la melodia e l’armonia. Ben presto smette di accompagnarsi da sola e trova altri strumentisti che le consentono di non nascondere più il suo corpo dietro l’ingombrante mole del pianoforte. Bella, con un corpo da mannequin e una voce particolare sembra destinata a un futuro luminoso, ma il destino pare prendersi gioco di lei. L’Europa precipita in una nuova devastante guerra. La Francia viene travolta e invasa dalle truppe con la croce uncinata e la carriera di Jacqueline sembra finita.

Il successo

Nel 1944 la Francia inizia a liberarsi degli occupanti e dei loro servi e la carriera di Jacqueline, riprende con nuovo vigore. Loulou Gasté, uno dei più popolari compositori di quegli anni, le procura il primo contratto discografico della sua vita e nel mese di maggio del 1945 lei entra per la prima volta in sala d’incisione per registrare Ce n’était pas original e Gentleman, due brani composti dallo stesso Gasté. Lo stile di quel periodo è in linea con quello della “chanson réaliste”, ma Jacques Canetti pensa che la ragazza possa dare di più. Il potente impresario, alla ricerca di una «…voce anglosassone che possa interpretare in maniera moderna le canzoni francesi…», la scrittura per la Polydor e la aiuta a cambiare repertorio. Nel 1948 Jacqueline François vince il Grand Prix de l’Académie Charles-Cros con C’est le printemp, un brano il cui testo è stato scritto da Jean Sablon, uno dei suoi idoli dell’adolescenza. Alla fine dell’anno registra Mademoiselle de Paris il brano che l’accompagnerà per tutta la carriera. Nel 1954 è una delle prime cantanti a esibirsi all’Olympia di Bruno Coquatrix e nel 1956 vince il Grand Prix de l’Académie du Disque con Les lavandiéres du Portugal, un brano particolare che nessuno voleva interpretare e che fa di lei la prima interprete femminile a superare il milione di dischi venduti. Negli anni successivi la sua popolarità si allargherà anche al di fuori dei confini francesi e memorabili resteranno le sue tournée negli Stati Uniti, in Giappone e nel Sud America. Muore il 7 marzo 2009.

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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