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La Raia: ecosistema unico

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La Raia

La Raia è un’azienda agricola biodinamica certificata Demeter. Si trova nei Comuni di Novi Ligure e Gavi (Alessandria) nel cuore delle colline del Gavi, in una zona dalla tradizione vitivinicola antichissima grazie ad un microclima unico che favorisce la maturazione dell’uva. Si estende per oltre 180 ettari, dei quali 42 coltivati a vigneto, 60 a seminativo e i restanti occupati da pascoli, boschi di castagno, acacia e sambuco che proteggono numerose specie di animali selvatici.

La famiglia Rossi Cairo l’ha acquistata nel 2002 con l’intento di recuperare e valorizzare l’ecosistema originale attraverso un progetto di intervento ampio e ispirato ai princìpi biodinamici. È iniziata da subito la riconversione dei terreni e delle viti da convenzionali a biologici; è stata costruita una nuova cantina in materiali naturali; è stata ripristinata la rotazione dei terreni e sono state recuperate coltivazioni antiche come il farro monococco; infine, è stato reintrodotto l’allevamento del bestiame a pascolo. I vigneti – alcuni con piante di oltre settant’anni – affondano le radici su un terreno marnoso, calcareo che favorisce il tocco di mineralità tipico dell’Uva Cortese, mentre la coltivazione biodinamica ha permesso di recuperare in toto la peculiarità di questo terroir. Abbiamo infatti scelto di utilizzare sovescio tra i filari, corno letame dinamizzato per rendere fertile sin in profondità il terreno, stallatico che proviene dall’azienda, modiche quantità di rame e di zolfo di cava spruzzate in determinati periodi dell’anno e macchine leggere per lavorare la terra tra i filari. La potatura segue la fase discendente della luna. Oggi La Raia produce tre tipi di Gavi D.O.C.G. – Gavi, Gavi Riserva Vigna della Madonnina e Gavi Pisé, che ha una permanenza di 20 mesi sui lieviti – e due tipi di Piemonte D.O.C. Barbera – Barbera e Barbera Largé, che, affinata in barrique di rovere per 18 mesi, continua il suo invecchiamento in bottiglia.

La Raia si è rivelata anche una vera oasi di biodiversità per api e altri insetti impollinatori che, come una volta, trovano una tale varietà di nettari e pollini da garantire agli alveari salute e produttività tutto l’anno. È così che ora l’azienda agricola può contare anche su una copiosa produzione di tre mieli biologici: un aromatico millefiori d’inizio estate, un inconfondibile miele di bosco e un miele mono floreale di acacia.

Scuola steineriana

All’interno de La Raia sono attivi da otto anni un asilo e una scuola steineriana, nati da un’idea di Caterina Rossi Cairo e gestiti dall’associazione Intorno al Melo onlus. Oggi sono frequentati da una trentina di bambini della zona.

portaNatura

Tom Dean, marito di Caterina, ha fondato portaNatura, l’iniziativa di produzione, commercializzazione e consegna a domicilio di frutta, verdura e alimenti biologici, nata dalla sua esperienza di riconversione delle viti a La Raia. Oggi i box di portaNatura – che partono da La Raia – arrivano nelle case di Milano, Genova e Torino e coinvolgono molti piccoli produttori locali, anche monoprodotto, che hanno scelto la coltivazione biologica.

Ospitalià

Di recente abbiamo completato il restauro di una delle cascine dell’800 presenti all’interno della tenuta, Borgo Merlassino, un piccolo agriturismo immerso nella quiete del Gavi. Ad aprile ha aperto Locanda La Raia, ricavata da un’antica posteria all’interno della tenuta. Dodici camere, una diversa dall’altra, per una formula di accoglienza dedicata a un pubblico internazionale esigente, appassionato di natura ed enogastronomia.

Fondazione La Raia – arte cultura territorio

Infine il 21 giugno 2013 è nata la Fondazione La Raia – arte cultura territorio, voluta dalla famiglia Rossi Cairo e diretta da Ilaria Bonacossa. La Fondazione si pone l’obiettivo di promuovere una riflessione critica sul paesaggio, attraverso contributi che riguardano più campi di indagine. Artisti, filosofi, paesaggisti, fotografi e architetti sono invitati a vivere e sperimentare i vigneti, i campi e i boschi de La Raia, e offrire, attraverso interventi e opere d’arte, occasioni di nuova conoscenza e nuove identità. Il primo atto della Fondazione è stato il progetto Nel Paesaggio, ideato da Irene Crocco e curato da Matilde Marzotto Caotorta. Remo Salvadori è stato invitato a posare il suo sguardo di artista su questo territorio. Ne sono scaturite tre opere permanenti: Nel momento, installazione verticale di sedici elementi in stagno posizionata sulla facciata sud della casa; Continuo infinito presente, un anello senza inizio né fine in cavi di acciaio, realizzato in presenza degli ospiti il giorno dell’inaugurazione e posizionato nel lato nord della casa; Il Sabato piantare il cipresso…, il quarto giardino di Salvadori, in marmo, acqua ed essenze, tra i vigneti. A settembre 2014, in una serata di luna nuova, è stata inaugurata OUSSSER, un’altra opera permanente realizzata dall’artista coreana Koo Jeong A. a Borgo Merlassino, all’interno della tenuta. Nel maggio 2017 si aggiunge l’opera BALES 2014/2017 realizzata da Michael Beutler: si tratta di due rotoballe realizzate in plastica colorata. Beutler è artista noto per le sue grandi installazioni scultoree create con materiali semplici ed economici legati a pratiche artigianali. La Fondazione, nello stesso periodo, sostiene la realizzazione di BOATYARD, 2017, un piccolo squero, atto ad aggiustare piccole imbarcazioni a remi all’interno della 57sima Biennale di Venezia, VIVA ARTE VIVA, nei giardini delle Vergini all’Arsenale. È di maggio 2018 l’opera Palazzo delle Api di Adrien Missika; si tratta di un bee hotel, una scultura a forma di piramide rovesciata in luserna, un granito grigio locale, che ospiterà api e altri insetti impollinatori nomadi.

Le opere di Remo Salvadori, Koo Jeong A., Michael Beutler e Adrien Missika sono visibili al pubblico su prenotazione. 

Renato Cottalasso, esperto naturalista-fotografo e ornitologo, della Fondazione La Raia ha scritto “Alla scoperta della biodiversità”: il volume che nasce dalla consapevolezza maturata in questi anni a La Raia in seguito alla scelta biodinamica, che ha generato una moltitudine di ambienti vegetali, di presenze animali che convivono con l’opera dell’uomo. Il tema della biodiversità è ricorrente sulla stampa, molto articolato, spesso trattato con riferimento ad ambienti lontani. Qui è indagato nelle scelte quotidiane di agricoltori, e cittadini, che hanno determinato appunto un ecosistema unico ma non per questo irriproducibile altrove. Anzi la tesi del libro è proprio questa: dire che è possibile, che si può, tutti, lavorare per mantenere la vitalità del nostro Pianeta. “Alla scoperta della biodiversità”, con oltre 200 foto, mostra da vicinoil mondo vegetale, gli animali che sfuggono all’occhio distratto, le loro abitudini, e documenta come le varie specie si adattano, sfruttando o soffrendo la mutazione del clima o del paesaggio intorno a loro.


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