Home C'era una volta L’arresto dell’oltraggiosa Wendy O. Williams

L’arresto dell’oltraggiosa Wendy O. Williams

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Il 18 gennaio 1980, dopo un devastante concerto a Milwaukee, i Plasmatics sono attesi dalla polizia. Un robusto cordone di agenti, infatti, è incaricato di arrestare Wendy O. Williams, la cantante del gruppo, con l’accusa di atti osceni in luogo pubblico.

Una costante provocazione

I responsabili dell’ordine pubblico temono che la reazione della ragazza possa provocare incidenti tra il pubblico, ma la front woman dei Plasmatics si lascia portar via senza opporre resistenza. Non è la prima volta e non sarà neanche l’unica per la bionda e roca leader di una band per la quale il termine “hardcore” non è soltanto la definizione di uno stile musicale derivato dal punk. I loro concerti sono una costante provocazione per i benpensanti, con Wendy che sommerge il pubblico di brani violentemente allusivi con una gestualità ricca di espliciti richiami erotici, tutti sostenuti da una musica violenta e devastante. Non a caso i Plasmatics sono considerati una delle band di punta del nuovo punk che porta ai limiti estremi le provocazioni dei loro fratelli maggiori. La loro prima formazione, del 1979, comprende, oltre a Wendy, i chitarristi Richie Stotts e Wes Beech, il bassista Jean Beavouir, il batterista Stu Deutsch e il sassofonista Sierra. I loro concerti attirano l’attenzione del pubblico dei circuiti alternativi, orfano dei New York Dolls e in breve si ritrovano scritturati dalla Stiff Record.

Amati dal pubblico alternativo non convincono la critica

L’impatto spettacolare della band e i ripetuti arresti di Wendy fanno il resto anche se la critica storce un po’ il naso rilevando che, dal punto di vista musicale, la loro non è una lezione nuova né innovativa. I primi album per la Stiff tra cui Metal Priestess, il loro miglior disco in assoluto, attirano, alla fine del 1981, l’attenzione della Capitol che è convinta di poterne imbrigliare gli eccessi e sfruttarne meglio l’appeal commerciale. In realtà la band è già in preda a convulsioni interne, ma i soldi l’aiutano a ritrovare l’armonia. Il miglior momento è, però, passato e l’album Coup d’etat appare troppo rifinito e studiato a tavolino per essere vero. Perso lo smalto degli inizi i Plasmatics tenteranno di sopravvivere, ma poi prenderanno atto della realtà e si lasceranno, non senza liti. Ciascuno andrà per la sua strada. Il primo a tornare in sala d’incisione sarà Jean Beavouir, la cui avventura solistica non mancherà di esperienze interessanti. Meno interesse, nonostante le attese, susciteranno invece le performance come cantante solista di Wendy. La ragazza impossibile si suicida il 6 aprile 1998.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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