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L’Oasi Boza rinasce a nuova vita

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Rinasce l’Oasi Boza. Sono iniziati ufficialmente gli interventi di riqualificazione ambientale promossi dal Comune di Cassano Magnago e da Istituto Oikos Onlus.

Oasi Boza, importanti interventi di valorizzazione

Un’importante opera di valorizzazione di un’area chiave per molte specie animali e vegetali avviata nell’ambito del progetto Wet Bridge – un “ponte d’acqua” per la connessione tra aree umide: dal fiume Ticino ai fiumi Rile, Tenore e Olona.

L’Oasi Boza nata nel 1967 un vero habitat naturale

Nata nel 1967 da una collaborazione tra LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) e il Comune di Cassano Magnago, l’Oasi Boza è un importante centro di biodiversità in provincia di Varese. Habitat naturale di numerose specie animali, è anche un’area chiave per la riproduzione di anfibi e insetti e meta di gite in famiglia nelle domeniche di sole.

Negli anni, la mancanza di interventi sulla vegetazione ha causato l’avanzata di specie esotiche invasive come robinia e ciliegio tardivo, soprattutto nelle zone aperte che un tempo costituivano un’area paludosa, di vitale importanza per gli anfibi. Inoltre si sono insediate specie animali non native del luogo (chiamate alloctone) come la testuggine palustre dalle orecchie rosse e diverse specie di pesci, che rappresentano una minaccia per le specie autoctone che vivono in questo ambiente acquatico.

L’Oasi Boza un’ecosistema fondamentale

Ripristinare questo ecosistema è fondamentale per la tutela della biodiversità: l’Oasi Boza, come tutte le zone umide, è un ambiente fragile e delicato, ma di vitale importanza per molte specie animali e vegetali, che qui possono riprodursi e sopravvivere.

I lavori, che si concluderanno in tarda primavera, sono finanziati dal Comune di Cassano Magnago con i fondi di compensazione ambientale provenienti da Autostrada Pedemontana Lombarda. In seguito ad approfonditi studi idrologici, vegetazionali e faunistici, lo studio di ingegneria Idrogea Servizi srl e Istituto Oikos – ONG Milanese coordinatrice del progetto – hanno definito il tipo di interventi da sviluppare, sia nell’area umida che nelle zone verdi limitrofe: idraulici e di ingegneria naturalistica, riqualificazione vegetazionale, sistemazione dei sentieri e attività di educazione alla sostenibilità ambientale. Questo delicato ecosistema potrà così non solo garantire la sopravvivenza delle specie che lo abitano, ma anche accogliere gli studenti e appassionati del mondo naturale, che potranno trasformarsi in piccoli ricercatori anche con l’aiuto di un kit didattico gratuito pensato apposta per loro e prodotto dal progetto Wet Bridge.

Per conoscere da vicino il tipo di interventi che il Comune di Cassano Magnago e Istituto Oikos stanno realizzando nell’Oasi Boza è in programma per mercoledì 12 aprile una visita guidata ai cantieri, insieme al responsabile della ditta incaricata dei lavori, ai progettisti e ai biologi naturalisti che seguono il progetto. Un’occasione unica per scoprire tutte le attività che daranno un nuovo volto all’Oasi Boza! Ritrovo ore 10.30 in via Meucci, a Cassano Magnago.

 

L’intervento si inserisce nell’ambito di “Wet Bridge – un “ponte d’acqua” per la connessione tra aree umide: dal fiume Ticino ai fiumi Rile, Tenore e Olona”, un progetto di Istituto Oikos, cofinanziato da Fondazione Cariplo e realizzato in partnership con il Parco Lombardo della Valle del Ticino, il Parco Locale di Interesse Sovracomunale Rile-Tenore-Olona (RTO), il Comune di Cassano Magnago e il Comune di Albizzate.

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