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La maggiorana: il simbolo della felicità

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La maggiorana

La maggiorana pare sia arrivata  in Europa dalle lontane Africa e Asia grazie ai Crociati. Inalata, è un ottimo rimedio contro il raffreddore.

La maggiorana era considerata simbolo di felicità e gli antichi Romani la utilizzavano come rimedio per la cura di molti disturbi tra cui contusioni e problemi agli occhi; veniva chiamata “mazurana” ed è forse proprio dal nome dato all’erba dai Romani, che è derivato il nome maggiorana di oggi. Nell’antica Grecia invece i medici consideravano la pianta della maggiorana valido antidoto contro i morsi dei serpenti, i reumatismi ed i dolori muscolari.

La leggenda della maggiorana

Un’antica leggenda narra che fu la dea dell’amore Afrodite a coltivare per la prima volta la maggiorana dandole il suo tipico aroma. Proprio per questo c’era l’usanza tra le ragazze greche di mettere sotto al cuscino un rametto di maggiorana, così in sogno sarebbe loro apparso il volto del loro futuro sposo. Inoltre nelle cerimonie di nozze si attorniavano gli sposi stessi di rametti di maggiorana, per assicurare loro fortuna in amore.Nella mitologia greca si racconta che Imeneo figlio di Magnete era morto all’improvviso mentre stava cantando le nozze di Dioniso e Altea.

Per far rivivere la sua memoria fu deciso di invocarlo in occasione di tutti i matrimoni ed intitolargli il canto in onore degli sposi; lo si raffigura con una fiaccola, un flauto, una corona di fiori maggiorana. In passato le donne innamorate tenevano sul davanzale una piantina alla quale il cavaliere rivolgeva il suo saluto e,se lei apriva la finestra per fare un cenno d’Intesa all’uomo si usava dire con espressione ambigua che l’uomo “svegliava la maggiorana”. Si narra che Amaraco un ufficiale del re di Cipro Aveva il compito di custodire profumi. Un giorno Purtroppo si spezza un vaso colmo di un essenza preziosa e tale flusso dispiacere che ne morì.

Gli dei commossi da tanta delicatezza d’animo lo trasformarono nella maggiorana. La Maggiorana è una pianta con fusti ramificati alti fino a 50 cm all’inizio sono verde cenere e poi col tempo diventano glabri. Le foglie sono opposte hanno un picciolo corto  e oblungo e Ovale e si restringe alla base. La superficie è bianca perché è presente un feltro di peli che nelle foglie vecchie sparisce. I fiori sono composti da numerose spighette inserite nella cella delle foglie superiori il colore è bianco o rosato.

I frutti sono allungati e ovali  prima di colore giallo poi bruno. È originaria dell’Asia centrale dell’Africa settentrionale è coltivata abbondantemente da molto tempo ed è divenuta spontanea. Si raccoglie da luglio a settembre recidendo la pianta 10-15 cm da terra e si conservano in Maxi si appendono un luogo areato all’ombra si conserva in recipienti di vetro o di porcellana.

Ha proprietà aromatizzanti, digestive, antispasmodiche, antinevralgiche e sedative; i suoi principi attivi sono l’olio essenziale, quale terpineolo, canfene, borneolo e sali minerali.
La Maggiorana è impiegata in cucina e anche molti liquori, nelle conserve, negli alimenti e in profumeria. Stimola la secrezione dei succhi gas trici e risveglia l’appetito.Sul tratto intestinale la Maggiorana agisce normalizzando i processi digestivi, bloccando le fermentazioni, attenuando le contrazioni dolorose.

Per le sue caratteristiche sedative la Maggiorana è utile come bevanda di conforto per tutte le forme dolorose intestinali e nevralgie e mal di testa; ha proprietà espettoranti e leggermente diuretiche. Facendo inalazioni è un buon rimedio per il raffreddore poiché contribuisce a liberare dal muco la cavità nasale.

LA MAGGIORANA, I CONSIGLI DEL FARMACISTA

Uso interno
Le sommità fiorite vengono impiegate per la digestione difficile, i dolori addominali, le nevralgie, il raffreddore e la tosse.

Infuso
Un grammo in 100 millilitri di Acqua. 1,2 tazzine all’occorrenza.

Tintura
20 grammi in 100 millilitri di alcol a 30 gradi a macero per 5 giorni. 10 20 gocce su zucchero all’occorrenza.

Tintura vinosa
2 grammi in 100 millilitri di vino bianco a macero per 5 giorni
Un bicchierino all’occorrenza

Uso esterno
Si usano le sommità fiorite per nevralgie dolori reumatici

Infuso
5 grammi in 100 millilitri di acqua fare frizioni

Avvertenze
Verificare su piccole zone di pelle la sensibilità individuale

LE ERBE IN CUCINA

Paccheri ripieni alla maggiorana

Ingredienti
10 paccheri
100g salsiccia
6-7 fette pancetta
100g ricotta
100g broccoli
1/2 cucchiaino maggiorana
1 cucchiaio parmigiano grattugiato
Rosolare la salsiccia sbriciolata, quindi tenere da parte. Lessare i broccoli e scolarli bene. Cuocere i paccheri in acqua salata con un cucchiaino olio. E’ possibile cucinarne qualcuno in più, nell’eventualità che si rompano. Scolarli al dente.
Mescolate la ricotta, il parmigiano, la salsiccia, la maggiorana e i broccoli schiacciati con una forchetta.
Farcire ogni pacchero con questo composto, quindi avvolgerlo in striscioline di pancetta.
Cuocere in forno a 180° per 20 minuti.
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Antonella Danese
Sono una giovane farmacista, appassionata di erbe, piante e rimedi naturali. Sono convinta che la salute passi per una giusta informazione e non tutti sono a conoscenza delle proprietà e delle mille potenzialità che offre la Natura. Per Daily Green sono lieta di curare la rubrica Eco Da Te con una serie di consigli utili (ed anche ricette tutte da provare) per il vostro benessere.

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