Home C'era una volta Manny Klein, trombettista precoce e irrequieto

Manny Klein, trombettista precoce e irrequieto

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Il 4 febbraio 1908 nasce a New York il trombettista Manny Klein, registrato all’anagrafe con il nome di Emmanuel Klein.

A vent’anni con Al Goodman

Nato da una famiglia di musicisti inizia prestissimo a soffiare nella tromba e solo successivamente perfeziona gli studi musicali frequentando l’Institute of Musical Arts. Le sue prime esperienze in concerto lo vedono giovanissimo trombettista nella B. F. Keith’s Boy’s Band e nella New York Junior Police Band. La sua prima vera scrittura da professionista arriva dall’orchestra di Louis Katzman. Nel 1928, a soli vent’anni suona nel gruppo di Al Goodman che lascia poi per mettersi in proprio. Chiuso il periodo di attività indipendente lavora con varie orchestre da quella di Red Nichols a quella di Freddie Rich, da quella di Roger Wolfe Kahn a quella di Benny Goodman, a quelle di Tommy e Jimmy Dorsey, a quella di Joe Venuti e tante altre.

Musicista di studio presso l’MGM

Nel 1932 se ne va in Inghilterra. Al suo ritorno in patria lavora presso varie stazioni radiofoniche di New York dirigendo spesso proprie formazioni. Nella seconda metà degli anni Trenta, dopo una breve permanenza con l’orchestra di Glenn Miller, forma con Frank Trumbauer una big band. Irrequieto nel 1939 unisce al gruppo di Matty Malneck e poi a quelli di Ray Noble e di Artie Shaw. Nel 1942 diventa musicista di studio presso la Metro Goldwin Mayer ma proprio in quell’anno viene richiamato alle armi. Congedato, riprende il suo posto alla MGM dove resta per tutti gli anni Cinquanta e Sessanta. A partire dagli anni Settanta limita la sua attività a occasionali sedute di registrazione. Muore il 31 maggio 1994.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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