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Mantova, capitale italiana della cultura 2016

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Mantova

Erano 10 le città finaliste in gara per concorrere al titolo di Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2016. Tra le meravigliose città di Aquileia, Como, Ercolano, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni, ha vinto lei, Mantova: un vero gioiello del Rinascimento famoso in tutto il mondo per la sua storia, gli inestimabili tesori d’arte e le bellezze naturali tanto amate dai viaggiatori attratti dagli itinerari verdi.

A poco più di due mesi dalla fine del 2016, Mantova è una città sempre più bella e rispettosa del suo straordinario valore, ormai riconosciuto a livello internazionale oltre che nostrano. Pulita in ogni centimetro quadrato del suo pittoresco centro storico e dei suoi quartieri periferici, Mantova è una città sicura. Una città dove i marciapiedi sono liberi, la raccolta differenziata si fa religione e i cittadini ripercorrono le sue vie in bicicletta nella massima protezione; anche di notte, guidati dalla presenza di una buona illuminazione.

La città dei Gonzaga sarà anche Capitale Europea della Gastronomia 2017

La cittadina lombarda, già Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco dall’estate del 2008, ha accolto in questi mesi un palinsesto di eventi numerosi e ricco di concerti, festival, performance, mostre e tante iniziative collegate all’arte. Oltre che chiaramente percorsi tematici incentrati sulla gastronomia e la natura: un connubio perfetto, dunque, tra patrimonio antico e contemporaneo che ha reso la città dei Gonzaga una vera e propria città-museo che non conosce più giornate di “riposo”. Di bellezze Mantova ne ha veramente tante; la sua verve a tratti malinconica e sognante è stata celebrata da tantissimi artisti, a partire da Charles Baudelaire fino a Charles Dickens e Torquato Tasso. Se quest’ultimo ne cantò gli irreali laghi di canne e di giunchi, Giovanni Comisso ne rimase invece affascinato dalla suggestione dei suoi tozzi salici spogli, biancheggianti tra la palude e il cielo. Una città affascinante e romantica, Mantova. Anzi “la più romantica del mondo”, stando alle parole dello scrittore inglese contemporaneo Aldous Huxley: nella cittadina lombarda tutto sembra abbracciare un mood sentimentale, anche la nebbia e l’umidità che avvolge vicoli e monumenti.

Dailygreen vi propone solo alcune delle sue chicche più preziose, alcuni tra i tantissimi motivi per cui vale la pena visitare questa meravigliosa città dai tetti color ruggine e dal fascino retrò che, oltre ad essere Capitale Italiana della Cultura e Sito Unesco, si accinge a diventare, per l’anno 2017, anche Capitale Europea della Gastronomia.

Mantova, 5 motivi eco-motivi per visitarla

#1 Il Parco del Mincio, tra cicogne e fiori di loto

Mantova è situata sul Parco del Mincio, un’oasi verde con tre laghi e riserve naturali da scoprire con itinerari in barca, in bicicletta o a piedi. Un’esperienza singolare è l’avvistamento delle cicogne bianche. Nel Parco naturale del Mincio, infatti, precisamente presso il Bosco delle Bertone, è in atto un progetto per la reintroduzione di questo animale migrato via dal nostro Paese nel 1700 ed ora specie protetta. Vivere un incontro ravvicinato con questi uccelli è davvero una testimonianza reale dello splendido rapporto tra l’uomo e la natura e dell’importanza della conservazione della biodiversità e della tutela dell’intero pianeta. Mantova è anche la città dei fiori di loto. I tre cosiddetti “laghi mantovani”, rispettivamente Superiore, di Mezzo ed Inferiore, che abbracciano Mantova, regalano scorci inconfondibili del profilo monumentale della città. Da quando, nel 1921, la botanica Maria Pellegreffi Zanbianchi importò dal Giappone i fiori di loto, si può ammirare la straordinaria fioritura di questi suggestivi fiori sul lago Superiore durante i mesi di luglio e agosto, magari partecipando ad uno dei tanti itinerari fluviali organizzati dai barcaroli del Mincio.

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#2 Le eccellenze gastronomiche

Non soltanto cultura e natura, Mantova è anche la patria del buongusto. Vero paradiso dei golosi, la città d’arte lombarda soddisfa pienamente ogni palato, con una grande offerta anche per i fedeli vegetariani. La terra dei salami e dei cotechini, regala anche altre prelibatezze senza tempo: la mostarda, la sbrisolona, torta fragrante e burrosa sia nella versione classica (con le mandorle) che in quella con pezzi di cioccolato, e i famigerati tortelli di zucca, antica ricetta risalente al medioevo longobardo della zona padana. Le tante osterie e trattorie del centro sapranno incantarvi al primo assaggio.

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#3 Palazzo Te

Stiamo parlando di una tra le più belle ville del nostro Stivale circondate dal verde. Residenza estiva cinquecentesca, disegnata e decorata da Giulio Romano per Federico II Gonzaga, Palazzo Te custodisce eleganti sale affrescate con scene equestri o leggende mitologiche. Ammirare i colossali cromatismi della Camera dei Giganti , o gli effetti di controluce della Camera di Amore e Psiche, è un’esperienza che abbraccia l’anima.

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#4 Il festival della letteratura

Ogni fine estate, dal 1997, Mantova ospita il Festivaletteratura, un appuntamento all’insegna del divertimento culturale, in cui tutti gli appassionati della lettura possono partecipare a laboratori, percorsi tematici, installazioni artistiche, concerti e spettacoli con narratori e poeti di fama internazionale. Una bellissima occasione per visitare, da una prospettiva diversa, tutte quelle piazze, chiese, teatri e palazzi che, per l’occasione, ospitano gli eventi del festival.

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#5 La ciclovia “Mantova- Sabbioneta”

Mantova offre ai turisti anche un altro centro di grande interesse artistico e anch’esso Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco: Sabbioneta. Detta anche la Piccola Atene, Sabbioneta è un’autentica città ideale cinquecentesca e offre ai turisti tante perle architettoniche. Un’esperienza bellissima, per scoprirne l’identità anche al di fuori dei soliti circuiti, è raggiungerla dalla stessa Mantova in bici, attraverso la ciclovia Mantova-Sabbioneta, un itinerario ciclabile promiscuo (per bici e auto) che collega le due città dell’Unesco. Il percorso si snoda in circa 3 o quattro ore di pedalata, per 47 km, e regala un’immersione nelle bellezze del paesaggio, tra vigneti e frutteti di mele, ombrosi boschi di latifoglie ed enormi distese di campi coltivati.

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