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Monette Moore, la passionale

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Il 19 maggio 1902 nasce a Gainesville, in Texas, la cantante e pianista Monette Moore, una delle grandi protagoniste della storia delle riviste musicali nere. Instancabile, nella prima parte della sua carriera utilizza anche una lunga serie di nomi d’arte che le consentono, con opportuni accorgimenti orari, di andare in scena in teatri diversi e a orari diversi nello stesso giorno. Tra i nomi scelti ci sono quelli di Nettie Potter, Susie Smith, Grace White ed Ethel Mayes (da non confondere con quell’Ethel Mayes che negli anni Venti fa parte dei Georgia Smart Set Minstrels).

Protagonista dello spettacolo nero di Harlem

Monette Moore per molti anni è una delle protagoniste principali, se non “la principale, nel mondo dello spettacolo nero di Harlem. Nel corso della sua carriera si calcola abbia preso  parte a una trentina di fortunate riviste, commedie musicali oltre ad aver inciso altrettanti dischi sotto suo nome. Il suo stile è particolare e unico. La si può definire un’interprete passionale del blues tradizionale, prevalentemente urbano, al quale ha saputo aggiungere la grazia di un recitativo molto vivace e sensuale. In alcuni brani appaiono particolarmente suggestive le intercalature parlate che contribuiscono ad accrescere la suggestione formale delle sue esibizioni. Un esempio su tutti è l’interpretazione del brano Burgundy Street Blues eseguito mirabilmente con il clarinettista George Lewis, in cui la cantante fa da guida a chi ascolta, con estrema grazia ed eleganza, lungo le strade rumorose e sempre vive del French Quarter di New Orleans.

Il primo disco a vent’anni

Dopo alcuni anni passati a suonare come pianista in vari gruppi Monette Moore registra il suo primo disco come cantante a New York per la Paramount, accompagnata al pianoforte da Clarence Johnson. Le sue qualità di intrattenitrice oltre che di pianista e cantante la trasformano rapidamente in una vedette tra le più amate nel mondo dello spettacolo di Harlem. Tra le sue interpretazioni più rilevanti c’è il musical “Lucky Sambo” al Colonial Theatre. Dal punto di vista strettamente musicale nello stesso periodo va sottolineata la sua presenza nella formazione dell’orchestra di Charlie Johnson che si esibisce allo Small’s Paradise di New York. Nel 1931 partecipa con l’orchestra di Lucky Millinder all’”Happy Go Lucky Revue” e successivamente si esibisce al Savoy Ballroom e all’Harlem Opera House. Tra la fine degli anni Trenta e per quasi tutti gli anni Quaranta il suo lavoro si svolge principalmente tra New York e Chicago. Nel 1949, dopo essersi trasferita in California, fa coppia con James P. Johnson nello show “Sugar Hill” al Las Palmas Theatre e successivamente canta con George Lewis e con Nappy Lamare. In questo periodo si esibisce anche sul Mark Twain Riverboat del Disneyland Park. Muore a Garden Grove, in California, il 21 ottobre 1962. Poco tempo prima di morire appare al fianco di Louis Armstrong nello spettacolo “Wonderful World of Color” realizzato dalla NBC.

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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