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Il Muro di Trump un rischio per oltre 300 specie

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muro di trump

Il muro di Trump è una minaccia non solo per la solidarietà ma anche per alcune specie di animali come il mitico Beep Beep dei cartoni anonimati eternamente inseguito da Wile Coyote o il giaguaro americano. Proprio così: il muro che il neo presidente americano intende costruire al confine con il Messico danneggerebbe in modo irrimediabile la fauna selvatica. L’allarme è stato lanciato dall’Agenzia statunitense per la protezione della fauna.

Muro di Trump, un pericolo per la fauna selvatica

Il motivo è presto detto: alcune specie di uccelli ma anche altre specie minacciate non sarebbero libere di muoversi liberamente come fanno da milioni di anni. E la costruzione del noto muro, secondo lo Us Fish and Wildlife Service, metterebbe a rischio più di 111 specie, 108 di uccelli migratori, 4 santuari per la fauna selvatica e centri di riproduzione per pesci oltre ad un numero imprecisato di zone umide protette.

Le prove di quanto sopra detto derivano da quanto accade alla fauna con i muri già esistenti al confine che hanno avuto un impatto terribile per alcune specie come per il corridore della strada (un cuculo che può volare, ma preferisce correre) e per la pecora delle montagne rocciose, un bellissimo erbivoro dalle grandi corna. Questi poveri animali per aggirare le gigantesche barriere debbono ogni volta imbarcarsi in lunghi e perigliosi viaggi solo per nutrirsi, esponendosi naturalmente ai predatori.

Muro di Trump, a rischio oltre 300 specie selvatiche

Oltre all’Agenzia statunitensi sono gli stessi ambientalisti ora a scendere in campo. Persino il giaguaro americano o i lupi grici o gli ocelot sarebbero a rischio se si decidesse di chiudere tutto il confine. Questi maestosi animali, infatti, una volta esauriti i loro territori di caccia non potrebbero cercarne più oltre frontiera. Ed anche gli uccelli sarebbero danneggiati dalla barriera: animali terrestri meno sani e meno numerosi ridurrebbero il loro nutrimento potenziale.

Del resto, nonostante gli allarmi, a quanto pare Trump non recede. E quella che era solo un’ipotesi si va facendo via via strada come realtà. Lo stesso Trump ha confermato in un’intervista al programma 60 Minutes della Cbs che il muro al confine con il Messico sarà costruito  e verrà finanziato al 100% proprio dla Messico. Ma a che punto è la costruzione del muro?

La costruzione di una barriera tra gli Stati Uniti e il Messico è cominciata intorno alla metà degli anni novanta. Oggi, il confine tra i due paesi, lungo 3.200 chilometri, è intervallato da una serie discontinua di recinzioni. La barriera non è una struttura unica, ma costituita da una serie di muri che attraversano aree urbane e aree disabitate.  La recinzione passa principalmente in New Mexico, Arizona e California e ci sono lavori in corso in Texas. Inoltre il confine tra i due paesi è stato via via militarizzato, con la costruzione di una vera “barriera virtuale”, costituita da un sistema di sensori, telecamere e droni monitorati dalla polizia di frontiera.

Muro di Trump, a che punto è la costruzione della barriera?

Nel 2012 – secondo l’Internazionale – il governo degli Stati Uniti ha speso 18 miliardi di dollari per la polizia di frontiera, più di quanto ha speso per tutti gli altri settori della polizia tra cui l’Fbi, la Drug enforcement administration, i servizi segreti. L’Homeland security research, una società di analisi, stima che il settore entro il 2020 varrà 107,3 miliardi di dollari. Se il progetto ora andasse in porto si dovrebbero costruire altri duemila chilometri di muro per un costo di circa10 -12 miliardi di dollari ma, secondo il Washington Post, questo potrebbe salire ai 25 miliardi di dollari.

Dal 2010 al 2015 sono state uccise 33 persone che provavano ad attraversare il muro. Ed ora il rischio è che si distrugga anche la fauna.

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