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Smog: Polonia peggio della Cina, a Torino la maglia nera italiana

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Smog e inquinamento atmosferico allarmano mezzo pianeta. L’uso irresponsabile dei combustibili fossili, specie nelle grandi città, rende l’aria tossica e irrespirabile: la Polonia, secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) guida la classifica continentale riuscendo a superare persino la Cina, nota per le nebbie dense che avvolgono le città.

Smog: Oms, Skala supera Pechino per inquinamento atmosferico

I livelli di inquinamento registrati dalla città di Skala, comune urbano-rurale nella Polonia del sud, hanno sorpassato quelli di Pechino superando più di 20 volte i limiti fissati dall’UE. Da questo punto di vista, la Polonia si trova molto indietro rispetto alle direttive imposte dall’Europa in termini di inquinamento e qualità dell’aria. Il Ministero dell’Ambiente polacco si sta limitando alla modernizzazione dei sistemi di riscaldamento e a poche altre misure di efficienza energetica destinata alle abitazioni ottenendo di recente anche il via libera dell’UE a un piano finanziario per il sostegno all’industria del carbone che si rivela in costante perdita. Il carbone continuerà quindi a essere la “spina dorsale” del settore energetico polacco.

Smog, è allarme anche in Cina

La concentrazione di inquinanti atmosferici in Cina ha superato di ben cento volte i limiti fissati dalle linee guida dell’OMS. L’emergenza smog si stabilizza pertanto sull’allerta rossa, il livello più alto di inquinamento atmosferico. Le polveri sottili hanno toccato quota mille microgrammi per metro cubo nella città di Shijiazhuang, capitale della provincia settentrionale di Hebei, una delle più grandi città del nord della Cina. A Tianjiin, città portuale situata a poco più di trecento chilometri da Shijiazhuang, le autorità continuano ad adottare misure palliative per affrontare l’emergenza smog, come fermare i voli e mantenere chiuse tutte le autostrade. In questa zona, i livelli di polveri sottili hanno raggiunto i 334 microgrammi per metro cubo mentre a Pechino la situazione è leggermente migliore ma pur sempre oltre i limiti fissati dall’Oms. L’allerta smog in Cina è oramai una costante e l’emergenza, in questi ultimi giorni, coinvolge ben ventidue città con il più alto livello di inquinamento atmosferico. L’allerta smog in Cina si registra soprattutto durante l’inverno e, in particolare, nelle regioni settentrionali e più industriali quando aumenta la domanda di energia che viene soddisfatta principalmente dal carbone. Da ricordare che la Cina ha comunque ratificato l’accordo di Parigi sul clima ed ha iniziato un percorso di greeneconomy anche cercando di ridurre il consumo di carne rossa, in gran parte responsabile dell’inquinamento mondiale.

Smog, anche in Italia è allarme

Sono ben trentadue le città italiane che nel 2016 hanno superato i limiti di legge sul Pm10. Aumenta lo smog e Milano “sale” di una posizione rispetto allo scorso anno, piazzandosi terza dietro Frosinone. Gli ultimi dati hanno confermato che sono stati quarantotto i capoluoghi ad aver superato i limiti di legge, ma le prime cinque hanno inquinato più del doppio. La “maglia nera” del capoluogo più inquinato d’Italia spetta a Torino che sale di ben quattro posizioni, superando Frosinone. Milano avanza di una posizione, Venezia sale dall’ottavo al quarto posto e Vicenza migliora, scendendo alla quinta posizione. La classifica è contenuta nell’annuale rapporto scientifico sull’inquinamento atmosferico di Legambiente.

1 COMMENT

  1. La questione dello smog e quindi del Particolato fine in atmosfera è certamente un problema importante da affrontare e risolvere.
    Per farlo occorrono moderne tecnologie, oggi disponibili, che debbono essere applicate anche nel contesto della produzione elettrica, indipendentemente dal combustibile impiegato.
    Quindi logico ed opportuno che la Polonia faccia uso delle risorse di Carbone di cui dispone in abbondanza, ma lo deve fare con moderne ed efficienti Centrali termoelettriche, appunto dotate degli apparati previsti, soprattutto in Europa, per tale scopo.

    E’ peraltro evidente da quanto viene narrato nell’articolo che anche in Cina il problema è grave, ma altresì evidente che il problema inquinamento è dovuto ad una molteplicità di fattori e settori. Infatti, per esempio, si narra nell’articolo che a Tjanjiin (importantissimo città portuale nel Nord della Cina), le Autorità abbiamo deciso di ridurre i voli e chiuso certe autostrade, per prevenire il traffico autoveicolare, che non utilizzano affatto il Carbone.

    Purtroppo, quando si parla di questi temi si è soliti citare le assurde iniziative sulle emissioni di CO2, un gas sostanzialmente neutro e non nocivo ne per la salute ne per l’ambiente nel luogo di emissione, e così l’opinione pubblica viene spesso confusa e deviata anziché essere informata su quelle che davvero sono le cause dell’inquinamento nocivo da cui questo articolo trae lo spunto.

    Un ulteriore esempio è dato dal citare Torino come importante città con problemi di Particolato fine in atmosfera, ed è opportuno (per logica di riferimento a quanto detto sopra), considerare che a Torino (ma neppure a Frosinone o a Milano) ed in tutto il Piemonte NON c’è alcuna Centrale Termoelettrica alimentata a Carbone. Quindi evidente che tale problema deriva da ben altri fattori e settori emissivi.

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