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Oscar Wilde, biografia di un genio

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Wilde
Il poeta e scrittore irlandese Oscar Wilde

“Datemi una maschera e vi dirò la verità”. Celebre per i suoi aforismi, Oscar Wilde (Dublino, 1854 – Parigi, 1900) è stato un poeta e scrittore irlandese, riconosciuto universalmente come una delle personalità letterarie più importanti del XIX secolo. Esponente principale del decadentismo inglese, è noto soprattutto per la sua critica alla morale puritana dell’Inghilterra del tempo vista come una società rigidamente conservatrice. Come ha correttamente sottolineato il filosofo Michele Federico Sciacca, a proposito dell’estetismo di Wilde e quindi della sua identificazione della vita come fosse un’opera, “[l’esteta è] eroe della bellezza e del piacere, per il quale il mondo è, per una parte, il suo palcoscenico e, per l’altra, la sua platea: all’esteta, del bene e del male, del dolore e delle miserie altrui non importa niente se non nella misura in cui possono essere ingredienti del suo ideale di vita”.

Wilde, la vita e le opere

L’infanzia e gli studi

Oscar Wilde nacque il 16 ottobre del 1854 e ricevette un’educazione fondamentalmente domestica durante i primi anni della sua vita. Dal 1864 al 1871 studiò alla Portora Royal School mentre, dal 1874, iniziò a frequentare il Trinity College di Dublino. Pochi anni dopo, tra il 1876 e il 1879, pubblicò le sue prime poesie e cominciò a scrivere per il Dublin University Magazine. Non si hanno molte notizie di Wilde in questi anni anche se è noto che vinse le Final Schools al Trinity College vincendo la Berkeley Gold Medal, il massimo riconoscimento per le composizioni in greco.

Ottenuto il diploma di Bachelor of Arts, Oscar Wilde tornò a Londra e mise in scena l’Agamennone il 3 giugno 1880. Successivamente, Wilde partì per una tournee in America dove tenne svariate conferenze in diverse città statunitensi. Tornato a Dublino nel maggio del 1881, nel corso di un ricevimento a casa di amici della madre, conobbe Constance Lloyd della quale si innamorò e con la quale si fidanzerà nel novembre dello stesso anno.

Il matrimonio con Constance Lloyd e la relazione con Lord Alfred Douglas

Oscar e Constance si sposarono il 29 maggio 1884. Il primogenito Cyril nacque nel giugno 1885 e il secondogenito Vyvyan nel novembre dell’anno successivo. Dopo la nascita dei due figli, il rapporto della coppia cominciò a incrinarsi anche a causa della frequentazione di uomini da parte di Oscar che cominciava così a scoprire la propria omosessualità. Nel 1886 Wilde fece la conoscenza di Robert Ross, un giovane studente canadese che ebbe grande influenza per tutto il corso della vita dello scrittore irlandese. L’anno dopo, Thomas Wemyss Reid, direttore del Leeds Mercury, propose a Wilde di diventare il recensore della rivista dato il suo talento letterario; Oscar accettò anche se due anni dopo, probabilmente per contrasti interni alla redazione, lasciò l’incarico. Sempre nel 1887 diede alle stampe il famosissimo Il fantasma di Canterville. Fu un periodo molto fecondo per lo scrittore irlandese: nel 1890 pubblicò Il ritratto di Dorian Gray e, sempre in questi anni, mise in scena Il ventaglio di Lady Windermere (1892), il dramma Salomè (1891) e riuscì a completare Un marito ideale (1893). Infine, nel 1895, scrisse quello che può essere considerato il capolavoro teatrale di Wilde, L’importanza di chiamarsi Ernesto. In questo periodo, incontrò per la prima volta un personaggio destinato a sconvolgere la sua esistenza: Lord Alfred Douglas detto Bosie, figlio del potente marchese Lord Queensberry.

Egli lo sedusse profondamente e lo attirò nel giro della prostituzione giovanile facendogli conoscere svariati ragazzi tra i quali Alfred Taylor, figlio di un noto industriale, Maurice Schwabe e Freddy Atkins.

Il processo, la prigionia e gli ultimi anni di vita

La frequentazione di Bosie sconvolse letteralmente la vita di Oscar Wilde. Contro di lui fu intentato un processo per omosessualità da parte del marchese di Queensberry e lo scrittore irlandese fu condannato a due anni di carcere e ai lavori forzati prima nel carcere di Pentonville e poi a quello di Wandsworth.

Proprio per raccontare l’abisso in cui era precipitato, Wilde scrisse il De Profundis, una lunga lettera indirizzata proprio ad Alfred Douglas. Durante il periodo della carcerazione, venne a trovarlo Constance chiedendogli di smettere di frequentare Bosie. Uscì di prigione il 19 maggio 1897 e si trasferì in Francia per un breve periodo. Successivamente, Wilde trascorse un periodo di tempo a Napoli, dove rivede Bosie, e riesce a completare La Ballata del carcere di Reading. Gli ultimi anni della sua vita furono costellati da severe meditazioni sul suo stile di vita tanto che arrivò a scrivere ad Alfred Douglas che “solo nel fango ci incontravamo […] ma soprattutto mi rimprovero per la completa depravazione etica a cui ti permisi di trascinarmi”. Gravemente malato, Oscar Wilde si spense il 30 novembre 1900 a causa di una meningite. Le sue spoglie riposano tutt’oggi nel famoso cimitero parigino di Père Lachaise.

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