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Panzanella

Nino Manfredi, svariati decenni or sono, dedicò a questo piatto anche una canzone. Non che il brano fosse particolarmente rimarchevole, ma si sa che il grande attore cantava “tanto pe’ cantà”, senza pretendere mai di prendersi sul serio.

Scanzonato e fresco come lui è questo tipico piatto estivo, che può essere annoverato tra i “primi” o consumato come piatto unico. Il vero segreto della sua preparazione – l’ho scoperto anni fa – è usare le mani per impastare e amalgamare insieme tutti gli ingredienti. Vi potrà sembrare una cosa bizzarra, ma dà molto più gusto!

Inutile dire che la panzanella si presta ad infinite varianti, a seconda dell’estro e della dotazione in dispensa di chi si appresta a prepararla. E’ un piatto rapido ed economico, adattissimo anche ai single. Qui sotto ve ne propongo una versione abbastanza classica.

 

Ingredienti per quattro persone:

 

1kg di pane raffermo, possibilmente scuro o casareccio, ma potete usare qualsiasi tipo di pane con la sola eccezione dei panini all’olio o al latte.

4 pomodori di media grandezza. Io li preferisco maturi.

1 grossa cipolla di Tropea

1 cuore di sedano non troppo piccolo

2 cetrioli piccoli o 1 medio

1 grosso peperone giallo (ma va bene anche rosso)

Olio extravergine di oliva q.b.

Aceto bianco q.b.

Mio padre suggeriva anche qualche cucchiaiata di fagioli borlotti o cannellini e ½ peperoncino piccante, ma io preferisco tenermi sul tradizionale.

 

Scortecciate il pane, rompetelo in pezzi grossolani e mettetelo a bagno in acqua abbondante a cui aggiungerete un bicchiere di aceto (due bicchieri se amate i sapori forti). Nel frattempo, disponete su un piatto di servizio la cipolla tritata, i pomodori tagliati in piccoli pezzi, i cetrioli sbucciati e tagliati a dadini, il peperone a pezzetti (per chi volesse sperimentare la versione paterna, i fagioli e il peperoncino spezzettato).

Strizzare il pane, sminuzzarlo e metterlo in un’insalatiera. Unirvi le verdure e impastare bene tutto quanto, molto accuratamente, con le mani aggiungendo il sale e tre o quattro cucchiai di olio. Lasciare riposare la panzanella coperta da un panno per almeno un’oretta prima di servirla.

 

N.B. Poiché sono astemio non mi sento di assumermi la responsabilità di indicare un vino adatto. Mio padre che, per converso, era un intenditore, mi raccontò che una volta gli capitò di gustare una panzanella a Gargonza (borgo medievale alle porte di Arezzo che vi invito a visitare) annaffiata da una Vernaccia di San Gimignano. Dice che ne valeva la pena…
Tegame di scrittore non ancora bollito è il titolo del manuale di cucina che Niky Marcelli ha pubblicato tempo fa. In questo spazio pubblichiamo ricette originali create da lui, o da suo padre Augusto, che gli ha trasmesso – oltre alla passione per la scrittura – anche quella per la cucina.

 

Tegame di scrittore non ancora bollito è disponibile in E-book su tutti i principali portali on line.