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Plastica in mare, al via campagna Greenpeace

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Meno plastica in mare, parte campagna Greenpeace

Meno plastica in mare, al via la campagna Greenpeace che prenderà il via dalla Liguria. La tappa italiana del tour “Meno plastica, più Mediterraneo” che Greenpeace sta effettuando con la sua nave Rainbow Warrior in Europa meridionale parte proprio da Genova.

Plastica in mare, parte il tour di Greenpeace

Il tour di ricerca e sensibilizzazione, spiega in un comunicato l’associazione, è organizzato in Italia con la collaborazione scientifica dell’ Istituto di Scienze Marine del Cnr di Genova, la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e l’Università Politecnica delle Marche. L’obiettivo è raccogliere dati e testimonianze dirette sull’inquinamento da plastica che affligge i mari italiani, e per informare l’opinione pubblica su questo gravissimo problema.

Il via ufficiale sarà dal porto di Genova venerdì a bordo della stessa Rainbow Warrior da Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia.

Secondo gli ultimi dati, nel Mediterraneo, circa il 96% dei rifiuti galleggianti è composto da plastica. Un problema che purtroppo non interessa solo la superficie del Mare Nostrum, dato che rifiuti in plastica sono stati ritrovati anche a più di 3 chilometri di profondità. I livelli di accumulo di questo materiale nel Mediterraneo sono comparabili a quelli delle “zuppe di plastica” delle aree tropicali.

Plastica, Italia in infrazione per Commissione Ue

Del resto, le ultime notizie che riguardano il nostro Paese non sono tra le più confortanti. L’ultima arriva dalla Commissione europea.Proprio questa ha inviato una richiesta di parere motivato all’Italia per mancato recepimento della direttiva del 2015 sulla riduzione dell’utilizzo nei sacchetti di plastica. Insieme all’Italia anche Polonia, Cipro e Grecia hanno ricevuto lo stesso avviso.

Ma, mentre gli altri paesi sono indietro nella trasposizione della direttiva, per l’Italia, che è stata tra i primi paesi Ue a dotarsi di una legislazione nazionale per ridurre l’uso dei sacchetti di plastica, il problema sembra essere solamente di natura procedural-burocratica. Bruxelles contesta la mancata comunicazione – così come previsto dalla direttiva – delle misure che saranno concretamente applicate in Italia.

La scadenza per la notifica era il 26 novembre 2016. La Commissione europea ha già inviato a Roma una lettera di messa in mora lo scorso gennaio, aprendo la procedura di infrazione. Con la richiesta di parere motivato si passa alla seconda fase della procedura e l’Italia ha due mesi di tempo per rispondere, altrimenti rischia il deferimento in Corte di giustizia. La speranza è che non accada. 

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