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Premiata Forneria Marconi. Il tour di fine estate

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Premiata Forneria Marconi

Parte il tour di fine estate della Premiata Forneria Marconi, il gruppo che ha fatto la storia del rock.

La Premiata Forneria Marconi, sull’onda del rock

Con il loro album “Per un amico” (1972), la Premiata Forneria Marconi , unico gruppo italiano ad avere scalato la classifica Billboard negli Stati Uniti , si piazza al 19esimo posto tra i 50 album di “Progressive Rock” più grandi di tutti i tempi. La classifica, che vede al primo posto “The Dark side of the moon” dei Pink Floyd è stata stilata dal Rolling Stones, il più importante ed autorevole magazine di cultura musicale del mondo.

PFM, il progressive rock italiano sotto i riflettori internazionali

Franz Di Cioccio, batterista-cantante del gruppo, al telefono con Dailygreen, gioisce e sottolinea che “Il 19 posto è un risultato sorprendente se teniamo conto che noi non siamo inglesi. La forza della Premiata Forneria Marconi sta tutta in uno stile di musica rock che non ha mai finto di essere anglosassone, ma ha mantenuto la sua anima italiana e non si è mai dimenticata delle sue radici”.
– Franz, qual è stato il collante che ha tenuto insieme la band in un percorso artistico così lungo ed articolato?
Molto probabilmente il fatto che nella PFM si siano ritrovate insieme persone con talenti ed interessi diversi che però hanno sempre avuto in comune la stessa visione delle cose e lo stesso sogno da inseguire. Come in tutte le band che si rispettano ci sono state anche incomprensioni e momenti di tensione, ma che io ricordi quando si provava un pezzo, si poteva litigare magari sugli arrangiamenti, magari sugli accordi, ma mai nessuno metteva in discussione il pezzo di per se e nemmeno il percorso artistico più in generale. Tanti talenti, tutti diversi eppure sempre compatibili.
Aggiungerei che personalmente ho messo anche del mio, con questo carattere testardo che mi ritrovo: sono nato in Abruzzo e alla mia terra devo tantissimo… come si dice da quelle parti: c’ho la coccia dura!
Ecco perché la natura ad esempio, è stata fondamentale nel percorso della Premiata tutta: io vengo dalle montagne, mia madre portava noi bambini a tagliare la legna e cercava di insegnarci a cavarcela da soli nella vita. Quella terra brulla, a volte arida, a volte verde, l’odore delle salsicce, i profumi e la vita dura mi sono rimasti dentro e mi hanno fatto diventare quello che sono: la determinazione che ne ho ricavato l’ho certamente portata dentro la band.
A proposito della natura, credo che chi non la apprezza e non la rispetta non sa davvero cosa si perde!
Con la mia famiglia ci trasferimmo a Milano che ero ancora bambino, ma il legame con la mia terra è stato importantissimo; una volta, se eri “terrone” eri emarginato, tutto era più complicato e dovevi tirare fuori una determinazione fuori dall’ordinario. Direi che ci sono riuscito!
– Qual è stata la chiave, il fattore X, l’ “essenziale” che vi ha portato in cima? Qual è il messaggio della PFM?
Innanzi tutto direi che la nostra forza è stata prima di tutto la nostra autenticità: siamo sempre stati noi stessi in tutto. Abbiamo cantato anche noi i grandi successi, abbiamo fatto le cover perché amiamo tutta la musica, ma non abbiamo mai perso di vista la nostra unicità.
Questo è quello che vorrei trasmettere soprattutto ai giovani che vogliono diventare musicisti, cantanti o compositori: siate voi stessi sempre e non cercate di essere quello che non siete cercando di “sembrare” qualcun altro.
Le nostre scelte musicali sono sempre state molto variegate, non abbiamo mai fatto un disco uguale all’altro e abbiamo sempre cercato di andare oltre. Ci siamo misurati con la musica classica (con l’album “PFM in Classic” ndr), cercando l’approccio più spontaneo possibile. Ci siamo chiesti: se Mozart avesse a disposizione tutti i musicisti della Premiata, cosa farebbe? E’ stata un’esperienza meravigliosa.
E poi le collaborazioni… la più ostacolata? Quella con De Andrè: tutti, nessuno escluso, ci dicevano che sarebbe stata una pazzia, due mondi differenti, troppo distanti all’apparenza. Poi la stessa nostra determinazione, la stessa voglia di sperimentare l’abbiamo ritrovata in Fabrizio e anche l’album “Live”, le musiche di De Andrè in chiave rock – 1979 – è stato un trionfo di critica e di pubblico.
– Insomma, dalla nascita del gruppo “I Quelli” alla classifica di Billboard (e poi a quest’ultima di Rolling Stones) la strada è stata lunga. Dove volete arrivare, qual è il prossimo obbiettivo?
Si la Premiata Forneria Marconi è a tutti gli effetti l’evoluzione musicale e artistica de I Quelli, un gruppo che nella seconda metà degli anni sessanta si era fatto strada per la preparazione e la tecnica strumentale. Io, il batterista, il chitarrista Franco Mussida, il tastierista Flavio Premoli e il bassista Giorgio “Fico” Piazza, eravamo tra i più richiesti musicisti di sala italiani: incidevano per Mina, Fabrizio De André, Lucio Battisti e tanti altri. Poi abbiamo imboccato una nuova strada ed è nata la Premiata Forneria Marconi.
Il nome l’abbiamo scelto appositamente un po’ assurdo, forse anche un po’ cacofonico ma di grande impatto. Una volta che lo hai sentito non te lo scordi più: dentro quel nome c’è tutto. C’è il nostro legame con la terra, con il profumo del pane, con il mestiere artigiano. Ci sono le nostre origini.
Per quel che riguarda il nostro futuro, restiamo fedeli alla nostra visione delle cose: spostiamo solo l’asticella un po’ più in là.
– Per concludere, rischierò di essere banale e forse anche un po’ noiosa, ma vorrei ringraziarvi per quel capolavoro che nessuno dimenticherà mai che è “Impressioni di Settembre”. Per me e per infinite altre persone, uno dei pezzi più belli di tutti i tempi…
“Impressioni di Settembre” è stato scritto da Franco Mussida e il testo da Mogol e Mauro Pagani. Avevamo il brano ma abbiamo fatto infiniti tentativi per renderlo unico. Il nostro manager ci ostacolava, poi abbiamo trovato la soluzione proponendolo con il Moog, lo strumento simbolo del rock progressivo di quegli anni.
Non avevamo una lira allora, ma eravamo così determinati che ci giocammo una cena con chi ci ostacolava e abbiamo vinto…

– Questi gli appuntamenti italiani della Premiata Forneria Marconi prima della partenza del tour mondiale:

11 Settembre POLLICA (SA), località Acciaroli (concerto gratuito)
12 Settembre RADDA IN CHIANTI (SI) (Prevendite: boxofficetoscana.it)
13 Settembre – SAN GIOVANNI A PIRO (SA), località Porto di Scario (concerto gratuito)
15 Settembre TERNI – Anfiteatro Fausto (prevendite Circuito TicketOne)

Per info: Diedi.com

A partire da Novembre prossimo, con lo spettacolo “All the best live”, la Premiata Forneria Marconi PFM sbarcherà a Londra e proseguirà per Los Angeles, precisamente al “Whisky”, storico locale dove si sono esibiti artisti del calibro degli Aerosmith, The Doors, Toto, Jimi Hendrix e Led Zeppelin, Oasis, Talking Heads o Elvis Costello tra i tanti.
Il tour della Premiata Forneria Marconi proseguirà con la “Cruise to the Edge”, sulla fantastica nave da crociera appositamente attrezzata per concerti dal vivo, per poi toccare Buenos Aires, Costa Rica Messico e di nuovo Italia.
Insieme al Banco del Mutuo Soccorso, alle Orme e ai New Trolls, per citarne solo alcuni, la Premiata Forneria Marconi ha portato il progressive rock italiano sotto i riflettori internazionali e resta ancora oggi una band di culto, tanto in Italia quanto all’estero.


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